Sicurezza
Non c’è posto per i giovani solo lavori a chiamata
Avviamenti a picco e più precariato tra gli under 30 dell’Empolese Valdelsa In controtendenza i contratti a intermittenza soprattutto per baristi e commesse
EMPOLI. Crollano gli avviamenti. I contratti a tempo indeterminato sono merce rara: solo due su 10. Ma soprattutto, tanto per completare un quadro già cupo, nel mondo del lavoro c’è sempre meno posto per i giovani. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio sul mercato del lavoro nell’Empolese Valdelsa.
In picchiata. Nel 2011 gli avviamenti al lavoro tramite i centri per l’impiego sono stati 27.048 (14.221 donne e 12.827 uomini), in netto calo (-5.144) rispetto al 2010 (quando furono 32.192). Dopo una sostanziale tenuta nel primo semestre dell’anno, a partire da agosto è iniziato il crollo: con questa flessione (-16%) il totale risulta il più basso dal 2007. Una tendenza che si è confermata anche nel primo trimestre del 2012, quando gli avviamenti sono stati 6.486, il 7% in meno (508 unità) rispetto allo stesso periodo del 2011 (426 avviamenti per operai agricoli, 276 addetti all’assistenza personale, 253 commessi e 290 docenti di scuola primaria).
Le tipologie. Nel 2010 erano arrivati segnali positivi. Ma invece della conferma del trend, è arrivato il crollo: gli avviamenti a tempo determinato sono passati dai 16.849 del 2010 ai 13.501 del 2011 (la metà rispetto al totale), a tempo indeterminato da 6.180 a 5.619 (poco più del 20%), interinali da 3.351 a 2.013, a progetto da 1.552 a 1.437, i tirocini da 745 a 679 e l’apprendistato da 1.430 a 1.273; in controtendenza solo i contratti a intermittenza, saliti da 1.494 a 1.815 (nel 2007 erano appena 312), particolarmente gettonati per chi assume commesse o baristi.
Due velocità. La composizione contrattuale continua ad essere assai diversificata tra Empolese e Valdelsa. In quest’ultimo territorio gli avviamenti a tempo determinato si spingono quasi fino al 60% del totale, comprimendo a meno del 13% quelli a tempo indeterminato, stretto anche dalla maggior presenza anche per il lavoro intermittente (10,6%). Diverso il caso dell’Empolese, in cui il tempo determinato copre circa la metà degli avviamenti e l’indeterminato quasi un quarto (23,2%): circa il doppio, in proporzione, che in Valdelsa. L’interinale è la terza forma come consistenza (7,7%).
Pochi giovani. L’età media degli avviamenti è 37 anni (38,2 per gli uomini e 35,7 per le donne), a testimonianza dell’invecchiamento costante del mercato del lavoro (nel 2005 era sotto ai 34 anni). Cinque anni fa gli avviamenti tra i 16 e i 18 anni furono 960, contro i 619 del 2011, con un tasso medio annuo del -8,9%, che scende al -5,8% nella fascia 19-24, -6,4% tra 25 e 29 anni, -5,6% tra 30 e 34 anni, -1,2% tra 35 e 39 anni, a fronte di piccole crescite nelle fasce più “mature”. Tra gli under 30 il tempo determinato è maggioritario (40%), con un 14,4% di apprendistato e solo un 14% di tempo indeterminato. Tra gli “adulti” invece il 75% dei contratti sono suddivisi tra tempo determinato (52%) e indeterminato (26%).
Stranieri. Gli avviamenti di lavoratori non italiani sono stati 7.054 (il 26,1%): il 40% riguardano cinesi (passati dai 1.300 del 2007 a 2500 del 2011), il 30% albenesi e romeni, il 10% marocchini e senegalesi.
Le professioni. Il settore dove nel 2011 si sono fatti più avviamenti è quello agricolo (2.900, il 95% a tempo determinato), davanti a due mestieri storici per questo territorio come l’operaio del tessile e abbigliamento (2.306, di cui il 78% a tempo indeterminato) e l’addetto alla conceria-pelletteria 1.478, quindi commessi (1.298), personale di segreteria (1.136), addetto all’assistenza di persone (1.107), settore edile (977), docente di scuola secondaria (931), barista (908).
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