Italia
Arrestati grazie a un’impronta dopo il colpo in una gioielleria
I due rapinatori malmenarono il proprietario e volevano legare la moglie e la figlia Identificati dalla polizia grazie anche ai filmati dell’impianto di videosorveglianza nel negozio
VINCI. Grazie a un’impronta e ai filmati dell’impianto di videosorveglianza del negozio i ladri sono stati identificati e arrestati in un mese dalla polizia. Si tratta della rapina avvenuta il 5 settembre a Sovigliana, alla gioielleria Jin Li Lai, nel viale Togliatti, che è di proprietà di una coppia di cinesi.
A essere arrestati sono stati due uomini di Campi Bisenzio, di 49 e 50 anni, entrambi con precedenti alle spalle, e dei quali la polizia non ha voluto fornire le generalità.
I due entrarono con un taglierino e minacciarono il proprietario, la moglie e la figlia puntando a ripulire la cassaforte (nel negozio c’era anche il figlio più piccolo della coppia, di appena tre mesi). Una rapina abbastanza violenta con il gioielliere cinese, come si vede dalle riprese della videosorveglianza che viene immobilizzato e malmenato da uno dei due rapinatori. Che poi tentarono anche di legare la moglie e la figlioletta dell’uomo in modo da poter avere la possibilità di portare via anelli, braccialetti e catene.
A questo punto, però, il proprietario, con lo stratagemma di offrirli dei soldi, riuscì ad attivare l’allarme antirapina. L’uomo tirò fuori dal portafoglio duecento euro e mentre le dava ai rapinatori riuscì a pigiare il pulsante dell’allarme. I due, quando sentirono la sirena, presero i soldi (in tutto appunto duecento euro) e fuggirono. Non riuscirono a prendere niente dalla cassaforte del negozio e lasciarono un’impronta digitale. Infatti uno dei due si appoggiò al bancone al momento in cui lo scavalcò per andare sul retro del negozio. E questo ha firmato la loro “condanna”.
Questa impronta, insieme ai filmati perché i due rapinatori agirono a volto scoperto, ha permesso in poche settimane agli uomini dell’anticrimine di scoprire l’identità dei due. Oltre anche alla collaborazione della coppia cinese che ha fornito altri elementi utili e importanti alle indagini.
Il primo a essere stato individuato dall’anticrimine del commissariato di Empoli, grazie all'impronta digitale, è il rapinatore di 50 anni, originario di Palermo, con precedenti per droga e rapina.
L’altro, anche lui originario del Sud Italia che poi da tempo si è trasferito a Campi Bisenzio, in un primo momento non si era fatto trovare nella sua abitazione. Poi l'uomo sabato ha deciso di rientrare a casa si è costituito alla polizia. Ora i due sono entrambi in carcere a Sollicciano, a Firenze.
La polizia sta verificando se i due si siano responsabile di altri colpi nella zona.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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