Il dolore
Controllate 4mila caldaie: tre su quattro irregolari
Le verifiche dei tecnici del Circondario concentrate su chi non ha aderito alla campagna per la sicurezza. Per chi non s’adegua c’è la chiusura dell’impianto
EMPOLI. Tre caldaie su quattro sono irregolari. Complessivamente sono circa 3.000 quelle trovate con qualche problema nell’Empolese Valdelsa lo scorso anno. In tutto, i tecnici del Circondario hanno fatto 1.200 verifiche a Empoli e tremila nel resto dei comuni della zona. Quest’anno, sempre di controlli, ne sono stati fatti già 2.000. Rispetto a quelli esaminati, la percentuale di impianti che vengono trovati con difformità rispetto a quello che prevede la legge si aggira sull’80% (per i comuni del circondario siamo sul 77%, a Empoli la percentuale è un po’ più alta).
A portare avanti i controlli è il Circondario (questo vale anche per Empoli che, essendo sopra i 40.000 abitanti, sarebbe autonomo dal resto ma dallo scorso anno ha delegato tutte queste operazioni al Circondario per avere maggiore uniformità). Il numero degli impianti termici a Empoli è di circa 18mila, nel resto dei comuni la cifra si aggira tra i 55.000 e i 60.000. «Secondo la legge - spiega il responsabile delle verifiche per il Circondario, l’ingegner Paolo Bianconi - dobbiamo fare controlli sul 5% degli impianti». Questi si indirizzano soprattutto su chi non aderisce alla campagna di contribuzione e su chi presenta una documentazione dell’impianto con difformità. Ogni anno, infatti, i proprietari, per legge, devono fare la manutenzione dei loro impianti termici. Devono mandare poi la documentazione di quello che hanno fatto al Circondario con il versamento di 5 euro (e che va fino a 12,50 se l’impianto ha una potenza maggiore). In generale è il tecnico incaricato dal proprietario dell’impianto che provvede a tutte queste pratiche. I cinque euro da versare sono un contributo minimo che il Circondario, come anche gli altri enti locali che fanno i controlli, fa versare per sostenere il costo delle ispezioni. «La legge nazionale impone alle amministrazioni la verifiche sugli impianti - spiega Bianconi - ma allo stesso modo dice anche che non devono gravare suoi loro bilanci». Da qui la decisione di far versare una contribuzione minima per ogni proprietario in modo tale da non far pagare il costo delle verifiche. Chi non aderisce a questa campagna di contribuzione dovrà pagare per intero la verifica e cioè dovrà sostenere un costo di 80 euro per gli impianti con meno di 35 kw; 120 euro per quelli tra 35 e 116 kw; 170 euro tra 116 kw e 350 kw e 210 euro se la potenza è superiore a 350 kw. Vale a dire che chi non aderisce alla contribuzione minima paga poi la verifica in pieno.
La percentuale di adesione alla campagna del Circondario che certifica l’ “avvenuta manutenzione” è pari al 70% degli impianti. E questa percentuale ogni anno aumenta.
Le verifiche, come detto anche prima, sono soprattutto dirette a chi non aderisce alla campagna di contribuzione perché in generale questi impianti, secondo quanto riscontrato dal Circondario, al 99% non hanno avuto manutenzione.
Se vengono riscontrate irregolarità durante le verifiche, il Circondario dà delle prescrizioni che devono essere eseguite entro un termine che varia secondo il tipo di intervento necessario, da una settima a tre mesi secondo la pericolosità del caso. Ci sono anche situazioni in cui il Circondario può dare delle proroghe. Ma, alla fine, chi non si adegua rischia la chiusura dell’impianto.
Lucia Aterini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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