Sicurezza
Viola Gemignani in attesa di Godot
Una sorta di diario in cui racconta il rapporto con un ragazzo
FUCECCHIO. Viola Gemignani è nata a Lucca il 1° maggio 1991 e vive a Fucecchio. Dopo il liceo classico-linguistico, a Empoli, si è iscritta – e frequenta – la scuola superiore per mediatori linguistici di Pisa. Niente di straordinario, se non fosse che ha dato alle stampe una sorta di diario, in cui racconta per filo e per segno il rapporto con un ragazzo. Titolo “Waiting for Godot? No, Grazie” (Albatros, pagg. 65, euro 12). Che, tradotto, sta per “Aspettando Godot”, testo teatrale di Samuel Beckett, considerato il più grande drammaturgo del secondo Novecento.
Qui non ci sono Estragone e Vladimiro ad attendere chi non arriverà mai. Ma Viola e il ragazzo del quale è innamorata, che lei chiama Godot. Non è che non si veda, lui. Anzi, lo incontriamo spesso. Con i suoi problemi. Con le sue serate pericolose. Con il suo essere sfuggente. Forse troppo sicuro di sé, almeno nei confronti di lei. Che non sa farne a meno. Dice dice e poi eccola lì. sulle sue tracce. Cedere alle sue lusinghe, non rendendosi conto che lui ne approfitta. Che gliene dà a intendere tante. Lei insiste nel chiamarlo Godot, perché non è mai lui a farsi vivo per primo. “E’ molto difficile far passare il tempo senza di lui. Lo cerco. Prendo il telefono e gli mando un messaggio”. E quando lui si degna, si concede, non è che lo faccia con entusiasmo.. “Godot, come stai?”. “Bene. Ho tanto bisogno di… di… di… di…”. “Di coccole?”. “… di rilassarmi”. Scritto con piglio, buon ritmo, senza eccedere nel linguaggio giovanilistico, il racconto si butta giù d’un fiato, curiosi di vedere come va a finire.
Riccardo Cardellicchio
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