Gioco
Quando Fucecchio sognava l’aeroporto nei colli delle Cerbaie
La vicenda iniziò nell’aprile 1962 con un convegno a Firenze Il Comune puntò tutto sulla posizione geografica invidiabile
FUCECCHIO. “Volare oh oh, da Fucecchio oh oh oh…”. Non lo cantavano, ma lo sognavano in tanti all’inizio degli anni Sessanta: un aeroporto. Tra le tante curiosità locali è da ricordare anche questa. Ripercorriamo insieme la vicenda iniziata con il “Convegno per l’aeroporto del comprensorio Pistoia, Prato, Firenze”, tenutosi a palazzo Riccardi a Firenze il 18 e 19 aprile 1962 e continuata il 12 agosto 1963 col decreto ministeriale che stabiliva la costruzione in Toscana di un aeroporto intercontinentale.
Idea grandiosa che venne ben presto a cadere, per varie ragioni e non ultima la mancanza di spazio; così si ripiegò sulla costruzione di un aeroporto nazionale (di classe D). E qui sorse il problema: dove farlo? Alcune zone salirono alla ribalta: Sant’Angelo a Lecore (Campi Bisenzio), la Calvana di Prato, il Padule di Fucecchio. Si parlò anche di un ammodernamento dell’aeroporto di Peretola. Il Comune spinse per la soluzione fucecchiese, sindaco era dal 1960 il socialista Pietro Sollazzi, con in giunta Ivano Pellegrini, Giuseppe Cambi, Virgilio Leo, Vinicio Lupi, Ivo Bonfantoni e Vinicio Cecconi. Venne stilato un documento in cui si leggeva tra l’altro che «… l’aeroporto dovrebbe sorgere nella zona tra Biagioni, Pinete, Querce e Galleno, nei colli delle Cerbaie. L’area è molto ampia, con un diametro che va da un minimo di 3 chilometri a un massimo di 5 ed è situata quasi a ugual distanza in linea d’aria da Firenze (31 km), Pisa (34) e Prato (24). La distanza poteva sembrare eccessiva e così fu fatto qualche paragone con altri aeroporti: Caselle dista 14 km da Torino, Linate 45 da Milano, e Londra e Washington rispettivamente 30 e 37».
«La posizione geografica fucecchiese - prosegue il documento - è davvero invidiabile, avendo a nord l’autostrada Firenze Mare e a sud la Statale 67. La zona è, anche in pieno inverno, pressoché senza nebbia, e il vento di tramontana mai eccessivo. Lo spazio utilizzabile è di 200 ettari e vi si potrebbero collocare anche due piste dalla dimensioni di metri 1.800 per 45, e con un carico di 20 mila kg per ruota considerando anche il volo strumentale (senza visibilità). Vi è però un elettrodotto, che se può essere un ostacolo dovendo essere deviato, può costituire un vantaggio per l’utilizzazione immediata nella costruzione dell’aeroporto. E vi è pure una fitta rete di strade che può essere utilizzata sia durante la costruzione sia in séguito durante l’esercizio. Occorrerebbe espropriare circa un centinaio di case con il terreno adiacente, ma la spesa non si presenta eccessiva trattandosi di abitazioni piuttosto vecchie e con il terreno scarsamente redditizio. Uno dei pochi ostacoli, del resto facilmente superabile, è la presenza di due rii: il “Rio della Lama” a Lucca e il “Rio Valle grande”, affluente del primo; la soluzione prospettata da alcuni tecnici consisterebbe nell’incanalamento di questi in condotti sotterranei che attraverserebbero le piste per circa 500 metri».
«Ma ci sono ancora punti a favore della nostra zona - si legge nel documento - l’ammodernamento dell’aeroporto di Peretola non è conveniente: i lavori di restauro vanno bene per le opere d’arte, e Peretola un’opera d’arte non è, diciamolo francamente. La costruzione dell’aeroporto alla Calvana è impossibile, a meno che non si decida di spianare una montagna; ma in tal caso la spesa passerebbe da 4 a 15 miliardi di lire. Infine, la costruzione dell’aeroporto a Sant’Angelo a Lecore ostacola lo sviluppo urbanistico e la progettata unificazione di Prato e Firenze, senza contare la posizione eccentrica della zona che non risolverebbe i problemi del resto della Toscana. L’aeroporto a Fucecchio, invece, faciliterebbe il commercio con l’estero di Pescia, Pistoia, Empoli e Comprensorio del cuoio e della calzatura; nonché il turismo per le aree di Montecatini, Viareggio e la Versilia».
Fortunatamente l’idea decadde, giacché l’aeroporto è soprattutto rumore e inquinamento. E, comunque, dette lo spunto per realizzare l’aviosuperficie nei pressi di Botteghe. Ora l’aviosuperficie è un po’ penalizzata nel volo dall’essere nel “sentiero aereo” d’avvicinamento a Firenze Peretola.
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