Sicurezza
Idv: noi sotto attacco della piccola casta Pd
Corsi risponde per le rime all’ultimatum della Barnini: non ci perdonano di avere cacciato Torrigiani
EMPOLI. «Brenda Barnini vuole una verifica in tempi rapidissimi? Nessun problema, noi siamo sempre disponibili. Ma sia chiaro che il nostro atteggiamento sul caso Torrigiani non cambia: abbiamo chiesto ad Acque di comunicarci quanti soldi l’ex assessore ha percepito improvvidamente e qual è il piano di rientro concordato. È una questione su cui continueremo a pretendere chiarezza».
Riccardo Corsi, coordinatore dell’Idv dell’Empolese Valdelsa, risponde per le rime al segretario del Pd che con un comunicato stampa ieri ha lanciato un ultimatum all’alleato con cui amministra una bella fetta di circondario. «Ho letto che il segretario del Pd dice che noi saremmo fuori dalla maggioranza perché non abbiamo partecipato al voto sull’Unione dei Comuni in quanto non eravamo d’accordo sull’accorpamento della polizia municipale. Significa - commenta Corsi - che il Pdl, che ha votato a favore, allora è in maggioranza? Certo è che questi continui attacchi che ci piovono addosso non mi sorprendono. Attacchi anche personali. Il consigliere comunale Pampaloni mi ha mandato un sms definendomi utile idiota e falso moralista, il consigliere Bartalucci ha detto che noi dell’Idv siamo inadeguati politicamente, la stessa Barnini ci ha chiamati sciacalli. Tutto questo dopo che abbiamo fatto cacciare l’assessore Torrigiani perché aveva percepito soldi che non gli spettavano. Mi chiedo? La colpa dell’Idv, agli occhi del Pd, è di non essere d’accordo sull’accorpamento dei vigili urbani oppure il fatto di aver cacciato Torrigiani dal Comune? Noi siamo abituati da vent’anni a Berlusconi che attacca i giudici invece di difendersi. Qui invece si viene attaccati quando si ferisce qualcuno di questa piccola casta degli intoccabili di Empoli».
Ma se i rapporti tra Idv e Pd sono ormai a questo livello, non sarebbe meglio rompere subito? «In realtà - risponde Corsi – siamo d’accordo su molte cose. Ma c’è un problema: il Pd non ci fa partecipare alla costruzione delle proposte per la città e poi pretende da noi un sì incondizionato, non accettando la discussione neppure sui dettagli. Se vogliono fare tutto loro devono accettare che su alcuni punti si possa dissentire. Noi sull’Unione dei Comuni eravano d’accordo, volevamo solo ridiscutere la questione della polizia municipale. È semplice: se il Pd impara a condividere le decisioni, sono sicuro che, con un dialogo aperto e franco, i problemi si risolveranno, anche perché le idee in comune tra noi sono tante e noi non abbiamo mai avuto paura ad assumerci le responsabilità. Per noi la maggioranza non è finita. Se loro ritengono il contrario, ce lo dicano. Certo è che prima di essere buttati fuori, sarebbe giusto essere informati di persona e non attraverso i giornali».(l.m.)
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