Finanza
Giovanni Micheli e la lapide strana
È posta davanti all’antico ospedale di San Jacopo dei “bianchi”
CERRETO GUIDI. “O bene o male che vi sia abbiate pa(z)zienza se così vole il padrone che ti importa a te minchione. A.D. MDCCLXXXXIII”. Questa iscrizione, riportata su una lapide collocata sopra al portale di un edificio di fronte all’antichissimo oratorio con annesso ospedale di San Jacopo, altrimenti detto “dei bianchi”, perché appartenuto all’omonima compagnia i cui confratelli vestivano la cappa bianca - per distinguersi anche allora dai “rossi”, titolari dell’altro oratorio cerretese - nella via principale di Cerreto Guidi, ha fatto “sbattezzare” torme di studiosi nell’interpretazione del suo significato.
Ma niente; solo il compianto Giovanni Micheli era riuscito a dare una spiegazione plausibile. Che poi era quella della vulgata, quella della plurisecolare tradizione orale che vuol ricordare la necessità di obbedire anche di fronte a certe disposizioni, talora bizzarre, ricevute in occasione di calamità, perché così (o bene o male che fosse) voleva il “padrone”.
A chi era rivolta questa iscrizione? Chi era il padrone? Nella casa, oggi privata, su cui è apposta la lapide, abitarono per decenni medici e infermieri addetti al vicinissimo “Ospedalino” per i pellegrini intitolato a San Jacopo, situato appena fuori delle mura medievali del borgo, sulla strada che conduceva al Padule, ed era frequente che, in occasione di epidemie di peste, di colera ed emergenze varie, le autorità lanciassero proclami e ordini strampalati o improvvisati. Ma il personale doveva ubbidire. Un po’ come accade, qualche volta, anche ora. (p.s.)
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