Il Tirreno

Empoli

Medici contro Asl: sciopero il 15 ottobre

di Luciano Menconi
Medici contro Asl: sciopero il 15 ottobre

È la prima volta che la categoria si astiene dal lavoro non per una vertenza nazionale ma per protestare contro l’azienda

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EMPOLI. Chi ha prenotato una visita specialistica o un esame per lunedì 15 ottobre è bene che si prepari: a meno di una svolta che di ora in ora diventa sempre più improbabile, quel giorno gli ambulatori dell’azienda sanitaria locale andranno in tilt. Tutti i medici - o almeno quelli che aderiscono alle principali sigle sindacali - faranno sciopero, per ventiquattro ore, contro la direzione dell’Asl 11. Nei reparti, soprattutto quelli critici, ovviamente sarà garantita assistenza sanitaria completa ma per quanto riguarda le altre prestazioni i dottori non saranno operativi.

Lo sciopero proclamato. La comunicazione ufficiale è stata data ieri dai rappresentanti dell’unione intersindacale medico-veterinaria dell’Asl. «Abbiamo avvisato la commissione di garanzia del ministero della salute - ha spiegato Giovanni Bertelli, portavoce del sindacato Aaroiemac - lo sciopero durerà 24 ore e sarà a suo modo un fatto storico, perché è la prima volta da 47 anni che viene promosso in Toscana non nell’ambito di una vertenza nazionale ma per protestare contro la direzione di una singola azienda. È stata una scelta difficile da assumere ma non potevamo fare altrimenti: l’atteggiamento di chiusura della direzione è stato tale da non lasciarci alternativa».

I motivi dello scontro. A scatenare la protesta dei medici è stata la riorganizzazione delle guardie mediche nell’unità operativa complessa di Anestesia e rianimazione che prevede la riduzione da tre a due delle guardie mediche degli anestesisti rianimatori. Si tratta di una riorganizzazione avviata il primo settembre, in via sperimentale, per un paio di mesi: una scelta che i sindacati contestano sia nel merito che nel metodo. «Riducendo gli anestesisti in servizio in Rianimazione - ha spiegato ancora Bertelli - si creano condizioni di rischio clinico molto grave, perché due soli medici in servizio, che devono coprire anche le urgenze di Ostetricia e Pronto soccorso, sono pochi. La reperibilità di altri due anestesisti non garantisce l’adeguata copertura delle emergenze, come dimostra il fatto che nel primo mese in cui è stato sperimentato questo sistema gli interventi dei medici in reperibilità sono stati più numerosi di quelli degli otto mesi precedenti». «E poi - come ha sottolineato Vincenzo Barducci del sindacato Cimo Asmd - c’è anche una questione di carichi di lavoro: se la direzione intende coprire carenze di personale aumentando straordinari e reperibilità anziché fare assunzioni si sbaglia». «È una questione di sicurezza - ha aggiunto Sergio De Cesaris dell’Anaao Assomed Snab - quando un medico ha fatto le sue otto ore in reparto, se viene richiamato in servizio di notte perché è reperibile, fa fatica a recuperare se deve rientrare in servizio la mattina successiva».

Saltata la concertazione. Ma c’è anche un problema di metodo. «La direzione - ha aggiunto Paolo Rossetti della Federazione veterinari medici - ha assunto questa decisione senza alcun confronto con i sindacati, violando quanto prevede il contratto nazionale e dimostrando un atteggiamento di chiusura incomprensibile e inaccettabile nei confronti di chi lavora in questa azienda».

L’assemblea di lunedì. Lunedì dalle 8,30 alle 12,30 si terrà l’assemblea generale dei medici, durante la quale saranno illustrate le tappe che hanno portato alla proclamazione dello sciopero. Negli ambulatori e nei reparti saranno inevitabili disagi e disservizi. «Noi speriamo ancora che lo sciopero si possa evitare - ha rimarcato De Cesaris - se la direzione tornasse sui suoi passi saremmo felici di poter evitare lo scontro». «È certo però - ha ribadito Bertelli - che stando così le cose non possiamo recedere». «Se dobbiamo scegliere tra costringere un paziente a riprenotare una visita già fissata o contrastare il rischio clinico per chi è ricoverato in ospedale e per noi medici, non possiamo avere dubbi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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