Attenzione
Indagati gli ex dirigenti del Consorzio Etruria
Anche Vanni, Minischetti, Fontanelli e Capelli sono finiti sotto inchiesta per il raccordo autostradale mai realizzato tra Prato e Lastra a Signa
MONTELUPO. Ci sono anche ex dirigenti del gruppo Consorzio Etruria nel gruppo di nove nuovi indagati dalla procura nell’ambito dell’inchiesta sul raccordo autostradale mai realizzato tra Lastra a Signa e Prato. Sono il presidente e l'amministratore delegato del Consorzio Etruria, rispettivamente, Luigi Minischetti e Marco Fontanelli; l'amministratore delegatodi Coestra Paolo Capelli; e Armando Vanni, sia come presidente del cda del Consorzio Etruria tra il 2005 e il 2007, sia successivamente come presidente della Btp d Prato dal febbraio all'ottobre 2010.
Insieme agli altri cinque indagati - gli amministratori delegati della società Sit, Franco Rapino e Ruggiero Borgia, nonché il presidente Riccardo Bicchi, il presidente di Bretella scarl Pietro Saloi e il presidente della Btp Riccardo Fusi - verranno sentiti dai pubblici ministeri Luca Turco e Giuseppina Mione nei prossimi giorni.
L’inchiesta che li vede coinvolti riguarda l’ipotesi di malversazione ai danni dello Stato. Secondo gli sviluppi dell'inchiesta, il denaro che la Regione assegnò ai privati per avviare la costruzione della bretella tra Lastra a Signa e Prato sarebbe finito nelle casse di società private e non è stato usato, diversamente dagli accordi con la Regione, per realizzare l'infrastruttura: alcune imprese riunite nella Società Infrastrutture Toscane (Sit), che avrebbe dovuto fare l'opera in base a un piano di “project financing”, avrebbero intascato il contributo per pagare debiti e fornitori ma anche per estinguere finanziamenti bancari. Quando la Regione nel 2011 decise di recedere dal contratto il maxi-contributo non fu restituito.
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