Gioco
Sulla rampa di lancio quattro giovani artisti fucecchiesi
Francesco fa foto, Anna restaura, Elisa dipinge e decora, Sebastian canta: hanno meno di 20 anni e sognano di volare
FUCECCHIO. Quattro ragazzi, ragazzi uniti da una passione, quella per l'arte, declinata in tutte le sue sfumature. Pittura, scultura, fotografia e musica: quattro passioni per dei giovanissimi fucecchiesi che stanno dimostrando di possedere talento. Sono l’aspirante fotografo Francesco Romeo, 16 anni da poco compiuti, di Anna Torre ed Elisa Motta, rispettivamente 18 e 20 anni col sogno di diventare l’una restauratrice l’altra decoratrice, e del rapper in erba Sebastian Maruntelu, romeno di nascita ma fucecchiese d'adozione, 17 anni da pochi giorni. Ognuno di loro sta raggiungendo traguardi notevoli, come Francesco che sta vedendo la sua foto scattata in Burkina Faso fare il giro del mondo tra mostre e concorsi vinti. Poi c'è Elisa, che frequenta l'Accademia di Belle Arti a Firenze e sogna di fare la decoratrice: nel frattempo dipinge i colori della sua contrada, la Granducale Cappiano, griffandone stemmi, caschetti - i cosiddetti zucchini - e giubbini. È molto richiesta nella nostra zona per abbellire e decorare locali di ogni genere, oltre che per rappresentare i colori delle contrade fucecchiesi. Anna, che frequenta la quinta liceo artistico ad Empoli, è rimasta folgorata dall'esperienza passata come restauratrice con la professionista Sandro Pucci, e nel futuro sogna di ripercorrere le sue gesta, magari negli Uffizi. Per non dimenticare Sebastian, la cui vita ruota attorno al rap. Un video musicale girato per le strade di Fucecchio vanta centinaia di visualizzazioni su Youtube. Scrive e canta in italiano come se fosse la sua lingua madre. Ma veniamo alle loro parole: come nascono le loro passioni? Quali sono i loro sogni?
Foto e solidarietà. «Io - a parlare è Francesco- ho fondato insieme alla mia ragazza un’associazione di volontariato fotografico e letterario, che prende il nome di iRaccontaStorie, gestita completamente da giovani, dotata di un sito internet dove sono presenti anche i miei reportage fotografici, compreso quello sul Burkina Faso che sta avendo grande successo».
Tutta arte e contrada. «Forse parlo troppo da contradaiola - sottolinea Elisa - però potermi cimentare nella realizzazione di materiali per la mia contrada mi ha dato una soddisfazione immensa. Vederli vincere poi sarebbe il massimo. Dal punto di vista lavorativo mi sono accorta che, nonostante questo sia un mestiere particolare, se sei capace ti vengono a cercare».
Il sogno della restauratrice. E Anna, che come Elisa ama dipingere? «Per ora ho realizzato sculture e installazioni, esposte in mostre della zona. Vorrei fare la restauratrice, mentre i quadri rimarranno sempre una passione, quadri istintivi che spesso raffigurano volti e corpi di donna».
La musica nel sangue. C’è poi chi ama esprimersi in versi e musica. Uno stile di vita hip-pop quello di Sebastian: «Il mio nome d'arte è Seeme, che rappresenta sia le mie iniziali sia la frase “See me”, che in inglese significa “guardami”. Ho iniziato a fare rap in italiano perché mi sono accorto che in questa lingua tutto mi veniva più facile, sia scrivere che cantare».
Sogni e bisogni. Quando si fa arte, quando ci si cimenta nella rappresentazione delle emozioni, qual è il senso delle passioni di questi ragazzi, cosa li spinge a mettere su tela, su foglio o nello scatto di una foto ciò che li anima? «Una foto - precisa Francesco - se fatta bene, se spontanea, ti può aiutare come persona perché comunica e ti regala qualcosa». « Dipingo - parola di Elisa - perché mi dà soddisfazione personale e perché con la pittura posso dar voce a qualcosa che è muto tramite forme e colori. Bisogna riuscire a parlare senza le parole». «Un messaggio - dice Anna - lo trovo sempre quando finisco i miei quadri. Mi piace farmi guidare dall'istinto, senza partire con un'idea prestabilita». E con la musica ? «Non mi ispiro a nessun grande rapper - dice Sebastian - mi piace confrontarmi con i miei coetanei e diffondere una cultura musicale di questo tipo che nella nostra zona è poco diffusa».
Marco Sabia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
