Sicurezza
Non battevano gli scontrini multati 53 tra bar e negozi
In agosto sono state 250 le attività commerciali del circondario controllate dalle Fiamme Gialle Individuati anche una decina di lavoratori al nero. Grossista certaldese nei guai per evasione
EMPOLI. Un’attività commerciale su cinque continua a “dimenticare” di battere lo scontrino. Nell’Empolese Valdelsa durante il mese di agosto la Guardia di Finanza ha controllato duecentocinquanta tra negozi, bar e ristoranti. In 53 casi sono state riscontrate irregolarità. Sono scattate le multe e soprattutto i titolari sono finiti nella lista nera che la Finanza passa all’Agenzia delle Entrate.
Multe da 129 euro in su. Con la normativa in vigore la sanzione più pesante non è quella immediata: la multa infatti non è poi così terribile, dato che consiste nel pagamento del cento per cento dell’imposta evasa, calcolata sul valore venale del bene o del servizio, e comunque per un importo non inferiore ai 516 euro. Importo che però può essere ridotto ad un quarto (129 euro) se il pagamento di quanto complessivamente dovuto avviene entro i sessanta giorni dalla richiesta.
Negozi chiusi. A fare davvero male è la sanzione accessoria, ovvero la chiusura temporanea dell’esercizio. Bastano, infatti, quattro distinte violazioni compiute in giorni diversi contestate con apposito atto nel corso di un quinquennio, per far abbassare la saracinesca dell’esercizio commerciale. Il tempo di chiusura del negozio può variare da tre giorni ad un mese, ma quando l'importo complessivo dei corrispettivi eccede la somma di cinquantamila euro, la sospensione è disposta per un periodo che va da un mese a sei mesi.
Commercianti “segnati”. Non solo: quando si viene sorpresi a non emettere lo scontrino si viene segnalati all’Agenzia delle Entrate e questo ha un peso su eventuali accertamenti successivi. Innanzitutto i controlli saranno molto più accurati e in secondo luogo, quando si dovesse arrivare a una controversia davanti alla Commissione tributaria per contestare l'operato dei verificatori, l'Agenzia non potrà non tenere conto del comportamento segnalato a suo tempo dalla Finanza.
I controlli in provincia. Va detto che la situazione riscontrata nell’Empolese Valdelsa è grosso modo analoga a quella del resto della provincia. I controlli delle Fiamme Gialle infatti sono stati in tutta la provincia 871 e le attività a cui sono state contestate irregolarità sono stati 221, pari quindi al 26 per cento. Nel mirino sono finiti un po’ tutti, dagli alberghi alle pizzerie, dagli ambulanti ai pub, dai negozi di abbigliamento agli alimentari.
Lavoro nero. Sono stati inoltre individuati una decina di lavoratori impiegati al nero. In particolare nel Valdarno sono stati scoperti due falegnami, due cucitori e tre camerieri che erano stati assunti senza alcun contratto.
Grossista nei guai. Durante le ultime settimane sono state anche concluse nove verifiche fiscali con la contestazione di 900mila euro di base imponibile sottratta a tassazione ed Iva per 115mila euro, somme che si vanno ad aggiungere ai risultati dei 39 controlli conclusi nel settore delle Imposte dirette, Iva e prestazioni sociali agevolate che hanno permesso di contestare a livello provinciale 168mila euro di base imponibile e Iva per 31mila euro. Tra gli imprenditori a cui è stata contestata l’evasione fiscale c’è anche un grossista di macchine utensili di Certaldo.
Prodotti contraffatti. Controlli infine sono stati eseguiti nell’Empolese Valdelsa e nel resto della provincia anche per contrastare la vendita di prodotti contraffatti sia da parte di esercizi commerciali sia di soggetti abusivi che operano principalmente nel centro storico fiorentino o in occasioni di sagre e feste locali. Sono stati denunciati all’autorità giudiziaria nove soggetti per vendita di prodotti contraffatti e sono stati sottoposti a sequestro complessivamente 81.211 oggetti contraffatti (42.880 giocattoli, 29.952 borse, 8.3657 accessori per abbigliamento e ventidue orologi).
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