Il Tirreno

Empoli

La guerra ai videopoker fa tremare bar e sale slot

di Alessandro Marmugi
La guerra ai videopoker fa tremare bar e sale slot

Vietate le macchinette a meno di 500 metri da chiese, ospedali e scuole Decine di locali a rischio nel circondario. I proprietari si ribellano: «È un’ipocrisia»

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EMPOLI. Il nuovo decreto per la riforma della sanità parla chiaro: niente videopoker nel raggio di cinquecento metri da chiese, scuole, ospedali, residenze sanitari, centri giovanili. Per ora è una bozza, ma sembra destinata a nascere così una sorta di zona rossa attorno a queste strutture, entro la quale saranno bandite le cosiddette macchinette. Sono decine nel circondario dell’Empolese Valdelsa le attività che rischiano di diventare fuorilegge: bar che dovranno fare a meno di questi giochi e sale slot che dovranno chiudere o nella migliore delle ipotesi trasferirsi.

La ribellione. I proprietari degli esercizi interessati dal provvedimento non ci stanno. Il rischio di vedere diminuire la clientela nei loro esercizi è forte e il provvedimento dai più viene definito come ipocrita. Il bar Le Coccinelle di via Bardini, ad esempio, si trova a poco più di 200 metri dalla scuola elementare Carducci in via Giusti e dunque potrebbe essere costretto a togliere le macchinette del videopoker. «Questo provvedimento è ipocrita – spiega Assunta Covello, proprietaria del bar assieme a Chiara Mastropietro – . Si possono allontanare i videopoker da scuole, chiese e ospedali, ma non servirà a niente: chi vuole giocare, non si farà certo scoraggiare dal dover fare magari qualche chilometro in più. Si parla di battaglia al gioco d’azzardo quando poi, alle poste che si trovano a pochi passi da qui, dopo aver pagato la bolletta ti viene offerto un gratta e vinci. Questo mi sembra un controsenso».

Bar penalizzati. Perplesso anche Dino Bartolini, proprietario del bar Chalet Pineta di piazza Ristori a meno di trecento metri dal conservatorio Santissima Annunziata, dunque a due passi da un istituto dove ci sono scuole elementari, medie e superiori. «Questo decreto ci penalizza – spiega Bartolini – non tanto per il guadagno che si trae dai videopoker in sé. Il cliente che gioca, quasi sempre consuma qualcosa, magari beve un caffè, mangia un panino, se spariscono i videopoker, spariscono i clienti che frequentano il bar. Sono qui da sette anni e non ho mai visto ragazzi che vanno a scuola qui vicino giocare alle macchinette» .

Rischio chiusura. E se i bar non se la passano bene, figuriamoci le sale slot, che potrebbero essere costrette a chiudere o a traslocare a “distanza di sicurezza”, dalle strutture evidenziate dal decreto. La sala slot Le due regine in piazza Gramsci, si trova a poco meno di cinquecento metri dalla chiesa della Madonna del Pozzo di piazza della Vittoria, ma uno dei gestori Moreno Lelli, a spostarsi non ci pensa proprio. «Sarebbe un’assurdità andarsene e anche se non rispettiamo la distanza minima dalla chiesa, ci troviamo comunque in un'altra piazza, dunque relativamente lontani. Questo provvedimento non scoraggerà i giocatori abituali e non impedirà ai giovani di avvicinarsi a questo mondo».

Il quadro. Nel raggio di 500 metri dall’ospedale San Giuseppe, possiamo trovare un bar con videopoker ed una grande sala slot. E a pochi passi dalla chiesa della Madonnina del Grappa in via Masini, c’è un frequentatissima sala slot insomma, sembra che per i videopoker in città non ci sia più spazio, tranne che nelle zone industriali. E facendo un giro nel circondario, da Castello a Fucecchio, passando per Vinci, tanto per fare qualche esempio, la situazione - nelle vicinanze per esempio dell’Istituto Enriques e del Checchi, ma anche dei distretti sanitari, ricalca quella empolese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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