Il Tirreno

Empoli

le indagini

Anche 2 anni fa subì un assalto: c’è da capire se c’è legame

CERRETO GUIDI. Un incubo che si è nuovamente materializzato a distanza di due anni dalla prima volta. Don Marcos era già stato vittima di una rapina in canonica, quando era viceparroco di San Pietro...

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CERRETO GUIDI. Un incubo che si è nuovamente materializzato a distanza di due anni dalla prima volta. Don Marcos era già stato vittima di una rapina in canonica, quando era viceparroco di San Pietro Apostolo a Castelfranco di Sotto. Un precedente sul quale hanno posto l’attenzione anche gli inquirenti, che stanno cercando di capire se tra i due episodi c’è un legame o meno.

Il pomeriggio del 17 settembre 2010, due malviventi a volto scoperto, stranieri e probabilmente ubriachi, aggredirono Policarpo. Si fecero aprire la porta di casa dal parroco, con la scusa di dover ritirare dei documenti. Ma in realtà erano entrambi armati di coltello: «Dacci i soldi o ti tagliamo un orecchio». Don Marcos – che non oppose nessuna resistenza – fu ferito con un coltello alla spalla e sbattuto ripetutamente contro il muro. Anche in quell’occasione la sua drammatica giornata finì all’ospedale San Giuseppe di Empoli. I banditi fuggirono con un bottino più sostanzioso: tremila euro. Infatti, sotto la minaccia del coltello, l’allora trentaquattrenne brasiliano fu costretto ad aprire la cassaforte dell’ufficio parrocchiale. Il primo a prestare soccorso a don Marcos fu don Vasco Migliarini, anche lui vittima di un’aggressione analoga appena cinque mesi premi. Senza dubbio ci sono delle analogie tra le due rapine subite da don Marcos. Il luogo (la canonica), il numero di malviventi (due), l’arma (il coltello), il fatto che hanno agito a volto scoperto e sono stranieri, capaci di farsi aprire la porta con una scusa per poi dimostrare tutta la loro brutalità. Proprio dalla verifica di eventuali legami tra i due fatti sarebbero partite le indagini dei carabinieri, che stanno dando la caccia ai due malviventi e che ieri hanno nuovamente sentito il parroco, con l’obiettivo di carpire ulteriori particolari utili per risalire agli autori della brutale aggressione che ha sconvolto Bassa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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