Il dolore
Addio a Marcello Boschi, maestro di sax
FUCECCHIO. Grande cordoglio nella musica fucecchiese, se n'è andato ieri Marcello Boschi, 97 anni, il jazzista, suonatore di alto sax, che alla fine degli Cinquanta era entrato alla Rai per chiara...
FUCECCHIO. Grande cordoglio nella musica fucecchiese, se n'è andato ieri Marcello Boschi, 97 anni, il jazzista, suonatore di alto sax, che alla fine degli Cinquanta era entrato alla Rai per chiara fama, non con il concorso. Le esequie funebri verranno celebrate stamani alle 10 nella chiesa di Ponte a Cappiano, dopodiché la salma verrà cremata a Livorno.
«È stata una bella favola la sua, e anche la nostra - racconta la moglie Renata Catastini, affranta dal dolore - dopo il servizio sulla pagina “Cultura culture” del Tirreno, giornale che gli fu portato a casa con un fiore, anche il Rotary club s'è ricordato di lui e gli ha assegnato il premio alla carriera».
Lucido fino all'ultimo, ritenuto di poche parole, quando si scioglieva raccontava aneddoti curiosi, ovvero le belle soddisfazioni.
Il primo ricordo? «Una canna, con la quale ho fatto un flauto e lo suonavo». La svolta della vita? «In tempo di guerra ero militare in Marina, a La Spezia, già frequentavo le orchestre, e in caserma suonavo la tromba, dalla sveglia la mattina al silenzio la sera, dall'appello per l'adunata al momento del rancio. Quando arrivarono gli americani con il jazz, immediatamente pensai: questi ritmi moderni sono la musica per il mio sax».
Boschi ha imparato da sé la musica, ed è sempre stato modesto: quando nell'orchestra suonava il pezzo a solo, non si alzava, restava seduto, con la timidezza dei bravi davvero. «Non mi devono vedere, mi devono sentire», diceva. E aggiungeva: «Io parlo poco, per me parla il sax». (l.g.)
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