Il Tirreno

Empoli

Autobotti per il lago nel parco

Autobotti per il lago nel parco

Allo studio l’ipotesi di portare acqua da Arnovecchio, i pesci traslocati nel fiume

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EMPOLI. Il Comune si mobilita per il lago di Serravalle che sta scomparendo a causa della siccità. Ieri si è svolta una riunione con i tecnici e allo studio ci sono soluzioni per evitare un ulteriore abbassamento delle acque. «Il problema siccità è sempre più evidente, visto che in città non piove da ben settanta giorni – spiega il Comune - l’ultima pioggia è caduta il 12 giugno. Da oltre un mese l’amministrazione comunale sta monitorando la gravità del problema cercando soluzioni tecniche per limitare i danni di questa siccità. E negli ultimi giorni sono arrivate alcune segnalazioni di cittadini preoccupati per lo stato del laghetto del parco di Serravalle che rendono necessaria una comunicazione su quanto si sta facendo».

Da ieri mattina una squadra di operai del Comune è al lavoro per la ripulitura delle sponde del laghetto, «il cui livello delle acque è ormai ben al di sotto dei minimi necessari per la sopravvivenza di pesci e tartarughe - si spiega - nello stesso momento in Comune a Empoli, si è tenuto un tavolo tecnico convocato dagli assessori Arianna Poggi, Franco Mori e Niccolò Balducci, al quale hanno partecipato anche Asl 11 ed Arpat per fare il punto sulla situazione che si sta presentando, per analizzare la grave ed eccezionale emergenza idrica, con particolare riferimento al laghetto del parco di Serravalle, appunto, ed agli animali che lì vivono».

Viste le ordinanze emanate dal Comune lo scorso aprile e quelle emanate in questi giorni dalla Regione Toscana, è impensabile ricorrere all’utilizzo di acque potabili ma, come spiega sempre il Comune, «è altresì evidente, che occorre fare qualcosa al più presto per questa emergenza. Per questa ragione, gli addetti ai lavori stanno valutando la fattibilità tecnica ed economica di trasportare acque da bacini naturali presenti sul nostro territorio, come ad esempio Arnovecchio».

Dalla riunione è emersa la necessità di predisporre un piano per un eventuale trasferimento dei pesci nel fiume Arno; per anatre ed oche, invece, per le quali non vi sono problemi di sopravvivenza sarà sufficiente posizionare appositi contenitori di acqua per bere.

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