Il Tirreno

Empoli

No al trasferimento di suor Emilia un paese si mobilita

No al trasferimento di suor Emilia un paese si mobilita

Da Gambassi parte la richiesta al vescovo per non perdere la religiosa che lavora nella parrocchia con i giovani

2 MINUTI DI LETTURA





GAMBASSI. La suora non si tocca. Una comunità intera si stringe intorno a suor Emilia che dalla parrocchia di Gambassi, dove lavora con i ragazzi, è stata trasferita al Sud. Decine di famiglie si sono mobilitate per bloccare questo trasferimento e hanno scritto al vescovo, monsignor Alberto Silvani, e alla reverenda madre provinciale dell’ordine della religiosa, le Suore della carità.

Le famiglie hanno costituito anche un coordinamento “Per suor Emilia”. «Per tuttto l'anno - spiegano nella lettera inviata - si occupa dei nostri figli con numerose iniziativa; non ultima il Cregrest estivo, che quest'anno ha visto la partecipazione di ben ottantaquattro ragazzi dai sei anni ai quindici. Adesso la suora se ne deve andare , e con lei tutto ciò che riguarda i nostri ragazzi , che non avranno piu' un luogo di aggregazione e un punto di riferimento sano».«Vorremmo urlare il nostro sconcerto, la nostra amarezza, la delusione dei nostri ragazzi quando hanno saputo la notizia - vanno avanti - con il trasferimento di suor Emilia , anche l'ambiente catechistico ne risentirebbe in maniera negativa; molti sono i genitori che stanno chiedendo di essere inseriti in altre parrocchie, nel caso che suor Emilia venga trasferita».

L'arrivo di suor Emilia, per la comunità di fedeli, è stato un grande evento. «Piano piano abbiamo iniziato a conoscerla, ad amarla; forse qualcuno anche a criticarla - vanno avanti - ciò è normale quando si ha a che fare con una persona con grande carisma , e quest'ultima ha a che fare, con l'intero paese. Ha coinvolto i ragazzi e le loro famiglie, ha trasformato un fatiscente garage in una stanza accogliente e confortevole, dedicata ai ragazzi ,per iniziare le attività di oratorio durante il lungo inverno e il Cregest per l'estate. Durante tale esperienza ,tutto il paese è stato coinvolto: il ristorante portava il pranzo, il panificio la merenda, le nonne facevano la colazione; le mamme libere dal lavoro offrivano il loro tempo, tutti, in maniera diversa, offrivano un contributo. I ragazzi hanno conosciuto una realtà nuova, stimolante e ne sono rimasti entusiasti».

«Non possiamo pensare che i progetti per l'inverno prossimo non abbiano seguito - concludono le famiglie - perché improvvisamente e immotivatamente tutto deve finire? ».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il lutto

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore