Sicurezza
Braccati dalla polizia i ladri di villa Bitossi
Le telecamere hanno ripreso cinque uomini aggirarsi vicino all’ingresso Poco lontanto dal cancello principale è stata ritrovata un’automobile rubata
MONTELUPO. Per ora sono riusciti a scappare ma sarà difficile che possano andare lontano. I banditi che sabato notte hanno tentato di entrare nella villa di Vittoriano Bitossi, patron del gruppo Colorobbia, sulle colline di Montelupo Fiorentino, hanno lasciato sul luogo del delitto molte tracce. Ci sono le loro impronte, ci sono le loro immagini riprese dalle telecamere del sistema di videosorveglianza, c’è l’auto - un’Alfa Romeo rubata - che hanno utilizzato per raggiungere località Botinaccio e con cui avrebbero dovuto fuggire se il colpo non fosse andato in malora costringendoli a scaoppare a gambe levate in mezzo ai campi. Poi c’è il loro complice che è stato arrestato.
Anche ieri le ricerche della banda sono proseguite in tutta la zona. I malviventi sono fuggiti a piedi anche se è probabile che potesse esserci un altro compare ad attenderli su una seconda auto poco lontano.
Gli inquirenti continuano a raccogliere elementi utili alle indagini. Le immagini delle telecamere, innanzitutto, che hanno rivelato come la banda fosse composta in realtà non dai soli tre uomini che hanno cercato di entrare dentro la villa ma da almeno altri due che sono rimasti più indietro a preparare la fuga. Poi molto importanti sono le testimonianze sia delle guardie giurate che sono giunte per prime sul posto non appena è scattato l’allarme sia del custode della villa che, notando i movimenti sospetti al cancello, aveva avvisato e fatto intervenire gli uomini dell’istituto di vigilanza La Lince.
La prima cosa da capire è se tutta la banda fosse composta da cileni, come l’unico finora arrestato, oppure no. Certo che sarebbe molto strano se i responsabili del furto fossero tutti rappresentanti di una comunità, quella sudamericana appunto, che nell’Empolese Valdelsa e nel resto della provincia fiorentina non è né particolarmente numerosa né mai finora era stata segnalata come significativamente attiva nell’ambito del sottobosco criminale.
Perché quel gruppo di banditi aveva scelto proprio la villa di Vittoriano Bitossi? Come facevano a sapere che sabato notte il padrone di casa e i suoi familiari erano in vacanza al mare? Come potevano non immaginare che all’interno della villa ci fosse un sistema di videosorveglianza adeguato (oltre a un custode che di tanto in tanto passava di lì, come appunto l’altra sera, per controllare la situazione)? Interrogativi che guidano le mosse della polizia, che pare comunque già convinta di una cosa: quei ladri sembrano tutto tranne che professionisti del crimine.
Luciano Menconi
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