Sicurezza
Sequestrato da un bandito con la pistola
Il titolare della sala giochi Ludique sulla statale 67 vittima di una rapina: «Sono stati i minuti più terribili della mia vita»
EMPOLI. Mezz’ora può sembrare infinita. Soprattutto se sei in compagnia di un bandito armato di pistola che ti minaccia di morte in piena notte. Un incubo ad occhi aperti vissuto da Andrea Mugnaini, titolare della sala giochi Ludique sulla Tosco Romagnola, che ha aperto i battenti nello scorso novembte a poche decine di metri dallo svincolo Empoli Est della superstrada. È stato sequestrato da un malvivente senza scrupoli, che gli ha puntato una pistola contro, lo ha costretto ad aprire le videolottery, si è fatto consegnare i soldi anche della cassa e delle macchinette cambiamonete, l'ha colpito anche al volto con il calcio della pistola. E poi l'ha rinchiuso nel bagno e se n'è andato con un bottino di quindicimila euro.
Nel film. Il bandito è entrato all'interno della sala giochi intorno a mezzanotte e mezzo: «Gli ultimi clienti - racconta Andrea ancora sotto choc - erano andati via da un quarto d'ora. Stavo sistemando le ultime cose prima di chiudere. Mi sono affacciato un attimo sull'esterno e quando sono rientrato è piombato dentro quest'uomo». L'impatto è stato tremendo. Quel flash è rimasto ben impresso nella mente di Mugnaini che, fortunatamente, finora una scena del genere l’aveva vista soltanto al cinema: «Era completamente vestito di nero e aveva una maschera bianca. Vedevo soltanto gli occhi. Ha detto pochissime parole, con uno spiccato accento dell'est europeo: "Dammi i soldi o ti ammazzo". Tenendomi costantemente la pistola puntata addosso».
Il colpo. A quel punto il titolare della sala ha iniziato ad aprire le casse delle videolottery al piano terra. Una dopo l'altra, sempre con l'arma puntata addosso dal bandito, che nel frattempo passava all'incasso. Andrea ha aperto anche le cambiamonete, poi ha consegnato il fondo cassa. «Poi mi ha detto di salire le scale e di andare al piano di sopra, dove ci sono altre macchinette. Andrea ha salito alcuni gradini: Lui era dietro di me, con la pistola in mano. Mi ha detto qualcosa. Io non ho capito, mi sono girato e gli ho chiesto che cosa mi aveva detto. E lui mi ha risposto rifilandomi un colpo alla tempia con il calcio della pistola: una botta tremenda». Andrea è riuscito a tenere i nervi saldi «Siamo saliti al primo piano e gli ho dato quello che voleva».
La fuga. Una volta completata l’operazione i due sono scesi nuovamente al piano di sotto: «Mi ha detto di andare nel bagno. Poi mi ha chiuso dentro a chiave ed è fuggito via». Dopo alcuni minuti Mugnaini è riuscito a liberarsi: «Ho dovuto sfondare la porta per uscire. Ho subito chiesto aiuto alla polizia e agli agenti dell’istituto di vigilanza Lince. Poi sono andato al pronto soccorso di Empoli per farmi medicare: fortunatamente non è niente di grave. È solo una botta».
Lo choc. Ieri la sala è rimasta chiusa per tutta la giornata. Per rimettere in ordine e per cercare di superare lo choc: «Sono stati i minuti più terribili della mia vita. Vedere quella pistola puntata contro di me per così tanto tempo è un'immagine difficile da cancellare. Ho avuto paura, ma ho cercato di fare tutto quello che mi chiedeva».
Il palo. Il bandito è entrato e uscito dalla porta che si trova sul lato opposto rispetto a quella che si affaccia direttamente sulla Tosco Romagnola, che è molto trafficato anche a quell’ora: «Io ho visto soltanto lui. E quando se n’è andato ero rinchiuso nel bagno. Quindi non so se era da solo o meno, anche se mi sembra improbabile che abbia fatto tutto da solo. Probabilmente – conclude il titolare della sala giochi Ludique di Empoli – aveva un complice che lo aspettava in auto». Sulla rapina indaga il commissariato di Empoli.
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