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Empoli

I pannelli elettronici? Costano zero

I pannelli elettronici? Costano zero

L’assessore Poggi: rientrano in un progetto regionale, per il Comune sono gratis

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EMPOLI. Fanno discutere i pannelli elettronici che informano gli automobilisti sulla situazione dei parcheggi nel centro città. Anche ieri mattina continuavano a dare indicazioni sballate, avvertendo ad esempio che piazza Gramsci era completa mentre in realtà era semi deserta. Una situazione commentatapolemicamente dal consigliere comunale del Pdl Alessandro Borgherini che non ha mancato di sottolineare quanto siano costati questi pannelli elettronici e quanto dubbia sia la loro reale efficacia.

Costo zero per il Comune. A rispondere sul caso è l’assessore alla comunicazione del Comune di Empoli Arianna Poggi, «È un progetto regionale di info mobilità - spiega l'assessore - che la Regione Toscana aveva riservato ad enti con più di 50mila abitanti ed il Comune di Empoli ha partecipato al bando insieme al Comune di Vinci. La spesa è stata interamente finanziata dalla Regione Toscana, rimanendo a carico dell'ente la sola progettazione e direzione dei lavori, tutta svolta con personale interno. Pertanto il Comune di Empoli non ha investito risorse proprie».

Monitorare il traffico. Il progetto regionale - prosegue l'assessore - ha l'obiettivo di raccogliere informazioni sulla mobilità in tempo reale, sulle arterie principali delle città, che hanno aderito al progetto. Informazioni che non sono trasmesse dai pannelli ma vengono raccolte e trattate a livello regionale. «I pannelli elettronici - aggiunge Poggi - sono una parte aggiuntiva di informazioni che consentono all’ amministrazione comunale di comunicare in tempo reale una serie ampia di informazioni, oltre che sulla mobilità e viabilità, anche comunicazioni istituzionali, di protezione civile, ordinanze o manifestazioni sportive, culturali eccetera. Ad oggi, i pannelli contengono ancora informazioni talvolta inesatte perché sono ancora in fase di prova che si concluderà presumibilmente a settembre».

Perché i pannelli vanno in tilt. Il sistema funziona con delle spire magnetiche collocate sotto il manto stradale, neri varchi di entrata e uscita e che conteggiano i veicoli. I messaggi che appaiono ad oggi, presentano delle anomalie, dovute principalmente a tre fattori: 1) il veicolo che nell'entrare o nell'uscire non transita centralmente nel varco tra le due spire, questo accade nei parcheggi con accessi molto larghi, per i quali devono essere ancora posizionati dei sistemi che convoglino i veicoli in accesso ed in uscita; 2) i veicoli che sostano irregolarmente sopra le spire magnetiche o in entrata o in uscita, che impediscono di conteggiare tutti i veicoli che transitano di fianco o in entrata o in uscita e per questo verranno posizionati dei dissuasori di sosta, all'altezza delle spire magnetiche; 3) il comportamento degli automobilisti influisce negativamente nell'esatto conteggio, quando accedono o escono dal parcheggio non utilizzando la direzione di marcia prescritta. Ad esempio, se si entra in piazza Gramsci e si esce da un varco di entrata, ad oggi, il sistema conteggia come presente il veicolo in sosta anche se questo è già uscito. Anche per quest'ultimo caso, i tecnici hanno individuato la soluzione per ovviare al problema facendo contare in più o in meno i veicoli in transito indipendentemente dall’entrata o dall’uscita.

Poggi: servizio utile. «Concludendo - afferma Poggi - questo sistema è gratuito per l'ente che non ha dovuto investire proprie risorse per fruire del servizio di info mobilità sul proprio territorio ed anzi, godere, dell'opportunità di un canale di comunicazione con i propri cittadini di ogni informazione rilevante sui parcheggi, sul traffico, ma anche su tutto ciò che avviene in città. Un servizio che quando sarà conclusa la fase di sperimentazione costituirà un valido strumento di informazioni per tutti i cittadini. E stupisce che tali dichiarazioni provengano da un consigliere comunale che dovrebbe essere informato o che comunque ha tutti gli strumenti per farlo e che invece fa dichiarazioni più propagandistiche che realmente informative».

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