Il Tirreno

Empoli

Telecamere nascoste e 007 per scovare i piromani

di Francesco Turchi
Telecamere nascoste e 007 per scovare i piromani

Nel circondario si moltiplicano i roghi dolosi: 11 in 2 settimane solo a Botinaccio Scatta la task-force della Forestale con pattugliamenti anche in borghese

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EMPOLI. Il circondario brucia. Talvolta per disattenzione, molto più spesso per la volontà dell’incendiario di turno, spinto dalla sete di vendetta o dall’ossessione per il fuoco. E intanto in dall’inizio dell’estate nell’Empolese Valdelsa sono andati in fumo un centinaio di ettari tra bosco e sterpaglie. Sono state chiuse strade, evacuate case e agriturismo, senza considerare il dispiegamento di forze, tra vigili del fuoco e volontari, sempre con il coordinamento della Forestale e i soldi spesi: basti pensare che spesso è intervenuto a supporto per spegnere i roghi l’elicottero della Regione, che costa 2.700 euro all’ora.

Il caso simbolo. Undici incendi in due settimane nella zona di Botinaccio, nel comune di Montespertoli. L’ultimo la scorsa notte, prontamente domato dall’intervento dei vigili del fuoco. In tutto le fiamme hanno divorato una quindicina di ettari (sei di campi di grano, il resto bosco), tra il crinale di Botinaccio e quello di Pulica. E sull’origine dolosa ci sono ben pochi dubbi.

Task-force. La mano che appicca il fuoco è sempre la stessa. Ma ora potrebbe avere le ore contate. Perché la Forestale – con il coordinamento della Procura – sta mettendo in campo tutti i mezzi a disposizione per identificare l’incendiario: pattugliamenti anche in borghese, ma anche e soprattutto telecamere, installate nei boschi e nelle campagne, oltre ai pedinamenti utilizzando le più moderne tecnologie. Nella zona del Turbone, come in tutte le altre del circondario considerate a rischio.

I motivi. Difficile, almeno per il momento, capire quale sia la causa scatenante: i terreni andati in fumo appartengono a più proprietari. Potrebbe trattarsi di una vendetta, ma l’obiettivo dell’incendiario potrebbe anche essere quello di cancellare la zona di addestramento dei cani, come non è escluso che si tratti di una guerra tra cacciatori. Ma nessuna pista è esclusa: neppure quella del piromane: in questo caso si sarebbe di fronte a una persona malata, che ha un'intensa ossessione verso il fuoco, le fiamme e gli esplosivi in genere, che lo spinge ad accendere fuochi.

Il caldo. «Purtroppo – spiega Pietro Senesi della Forestale – le condizioni meteo di questi mesi favoriscono la propagazione degli incendi e ne aumentano l’intensità. La vegetazione è completamente secca e questo favorisce il fuoco. Ogni incendio distrugge boschi, azzera la vegetazione, uccide animali e crea un enorme danno ambientale: pensiamo solo alle emissioni di anidride carbonica. Ogni rogo causa danni economici e ambientali oltre a un allarme sociale».

Le indagini. Al termine di ogni incendio facciamo una ricognizione attraverso il Mef (metodo delle evidenze fisiche), che ci permette di stabilire l’origine del fuoco. Ma sono importanti ai fini delle indagini anche le testimonianze dei cittadini, ai quali chiediamo sempre la massima collaborazione». Se non ci sono tracce di colpa allora si tratta di presunto dolo, anche se soltanto in alcuni casi viene effettuato il prelievo di terreno e inviato al Cnr di Padova per l’analisi e il rilevamento di sostanze incendiarie. «Nel 2011 – spiega Pietro Senesi – la maggior parte degli incendi nell’Empolese Valdelsa furono colposi. Quest’anno invece il rapporto si è invertito, con i roghi dolosi che si sono moltiplicati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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