Gioco
Taglio al personale del 118 medici sul piede di guerra
Con la riorganizzazione stop ai professionisti sulle ambulanze e almeno 3 esuberi Sindacato pronto a dichiarare lo stato di agitazione: «Promesse non mantenute»
EMPOLI. La riorganizzazione del 118 miete le prime tre vittime. Si tratta di tre medici che lavoravano sulle ambulanze dislocate sul territorio dell’Empolese Valdelsa, ai quali non sarà rinnovato il contratto. Alla vigilia di Ferragosto hanno ricevuto la comunicazione via posta da parte dell’Asl 11: dal 1° settembre dovranno trovarsi un altro posto di lavoro. E il sindacato annuncia battaglia: «Il direttore generale aveva assicurato che l’organico sarebbe rimasto invariato».
La vicenda. La rivoluzione dell’emergenza-urgenza è scattata tre mesi fa ed andrà a regime entro ottobre. Una delle novità principale è proprio l’addio ai medici sulle ambulanze, con il concomitante potenziamento dei punti di primo soccorso, ognuno dei quali ospita un’automedica (con medico e infermiere). E le ambulanze? Sono aumentate, ma sono rimaste “orfane” del medico. Però possono contare sul supporto della centrale operativa, che grazie alle telecamere installate sui mezzi può fornire in tempo reale indicazioni ai soccorritori su come intervenire sul paziente.
La promessa. In fase di lancio del progetto, il dg dell’Asl Eugenio Porfido aveva dato rassicurazioni sul piano occupazionale: «Il personale medico resterà invariato. E saranno assunti diciotto infermieri».
La sorpresa. In realtà tre medici dell’emergenza sanitaria territoriale con contratto a tempo determinato non saranno confermati: «Non si è mai verificato nei processi riorganizzazione aziendale – sottolinea Raffaele Gaudio della segreteria regionale del Sindacato medici italiani – che il personale medico fosse così bruscamente cessato dalla propria funzione lavorativa e senza almeno aver predisposto delle misure di compensazione. Questi colleghi si troveranno senza lavoro a settembre e senza la possibilità di ricercarne uno nuovo a causa dell’eccessivo ritardo con cui sono stati informati: ormai le varie aziende hanno messo a punto i piani. Chi risponderà per questo?».
Sulle spine. Prima della riorganizzazione i medici del 118 «erano una quarantina. Ma quando il nuovo modello sarà a regime – spiega Gaudio – ne serviranno al massimo una trentina. Alcuni hanno fatto valere i titoli in loro possesso e hanno lasciato il 118. Ma la paura è che gli esuberi non siano finiti. I tre medici che hanno ricevuto la lettera dell’Asl 11 erano ormai fidelizzati: i loro contratti, da tre o sei mesi, venivano rinnovati da anni».
Nel mirino. Il sindacato non esprime giudizi sul nuovo modello («vediamo come funzionerà a regime»), ma boccia l’Asl per come ha gestito la vicenda: «C’è stata troppa leggerezza: doveva essere previsto un piano di ricollocazione dei medici in esubero all’interno dell’azienda. Ci si aspetta e ci si augura che la Regione e la stessa Azienda mostrino oltre alla stessa attenzione e cura rivolta per i bilanci anche quella per le persone e il rispetto della loro dignità professionale ed umana. Se le cose non cambiano siamo pronti a indire lo stato di agitazione dei medici del 118».
Un’altra spina. Tutto questo a distanza di 48 ore dalle accuse lanciate ai vertici aziendali dalla Rsu, sul piede di guerra per essersi vista negare un tavolo sulla riorganizzazione dell’Agenzia per la formazione, fiore all’occhiello dell’Asl per i corsi universitari. Secondo i sindacati lo spostamento di 8 dei 17 dipendenti sanitari dell'Agenzia al Dipartimento professioni sanitarie può significare o è in atto un depotenziamento dell’Agenzia, o che la direzione vuole coprire la carenza di organico nell’assistenza diretta.
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