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Quei due giovani uccisi a bordo dello Scirè

Quei due giovani uccisi a bordo dello Scirè

Settant’anni fa la tragedia del sommergibile affondato, tra le vittime un castellano e un fucecchiese

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CASTELFIORENTINO. Una fine gloriosa ma anche orribile. Risultato di una vera e propria esecuzione, pianificata in ogni dettaglio. Fu la sorte toccata nel pomeriggio del 10 agosto 1942 al sergente cannoniere Uberto Ulivelli, di Castelfiorentino, e al Sc silurista Luciano Montanelli, di Fucecchio, annegati insieme ad una sessantina fra marinai, sottoufficiali e ufficiali all’interno del Sommergibile Scirè, affondato il giorno di San Lorenzo nella baia di Haifa (che si trova nell'odierno Stato di Israele).

Il sommergibile, vanto e orgoglio della Marina Italiana, era da tempo un sorvegliato speciale da parte degli inglesi, che avevano sperimentato sulla propria pelle l’audacia degli incursori che operavano sui Slc (Siluri a Lenta Corsa, meglio noti come maiali) prima a Gibilterra e successivamente ad Alessandria d'Egitto (19 dicembre 1941) quando lo Scirè e i suoi Slc avevano pesantemente danneggiato addirittura due corazzate, la Queen Elisabeth e la Valiant. I Siluri a Lenta Corsa costituivano una minaccia costante per la Gran Bretagna. Trasportati dai sommergibili italiani (come lo stesso Scirè) fino ai porti nemici, venivano poi guidati da due uomini che si preoccupavano di piazzarne la carica esplosiva sotto le navi.

Ma l'effetto sorpresa, che solitamente accompagnava le gesta coraggiose di questi uomini, non ci fu il 10 agosto 1942. Anzi, secondo un testimone oculare, Arie Luba Eliav (all’epoca artigliere del reggimento anglo-palestinese posto a difesa di Haifa) gli inglesi sembravano essere perfettamente informati dei movimenti del sommergibile italiano, che puntava a bissare la brillante operazione di Alessandria in un altro porto del Mediterraneo. Alcuni documenti, ritrovati presso il Public Record Office e nella sede dell'Intelligence Service britannico durante il periodo bellico, hanno fugato ogni dubbio sulle dinamiche di questa vicenda, destinata a rappresentare per il sommergibile italiano una trappola mortale. Lo Scirè fu una delle “vittime eccellenti” di Ultra Secret, il sistema di decrittazione a disposizione dei servizi segreti inglesi e che già aveva consentito loro di decifrare le comunicazioni di Enigma, la macchina utilizzata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale.

Non sappiamo quando il sgt. cannoniere Uberto Ulivelli, castellano all'epoca ventiquattrenne, si sia imbarcato sullo Scirè. Se cioè quella di Haifa fosse la sua prima missione o se avesse partecipato nel dicembre 1941 all'operazione di Alessandria. Alcuni abitanti di Castelfiorentino sostengono che si fosse imbarcato da poco, al massimo un paio di mesi. Questi ricordi troverebbero conferma nel fatto che un parziale ricambio nell’equipaggio del sommergibile era effettivamente avvenuto nel maggio 1942, in occasione del cambio di comando. Fino a quel momento, il comandante dello Scirè era stato Junio Valerio Borghese (lo stesso che si sarebbe reso protagonista di un maldestro tentativo di Golpe nel 1970), passato di grado dopo Alessandria a capitano di Vascello e quindi sostituito alla guida dello Scirè da un nuovo comandante, Bruno Zelik. In ogni caso la sorte non fu certo benevola per questi due giovani della Valdelsa fiorentina. Fin dal momento in cui lo Scirè salpò dal porto di La Spezia, il 27 luglio 1942, gli inglesi avevano già intercettato diverse comunicazioni ed erano in allerta, anche se fu solo nei giorni successivi che compresero l'obiettivo della missione. Così, quando il pomeriggio del 10 agosto il sommergibile Scirè fece il suo ingresso nella baia di Haifa, trovò ad accoglierlo un vero comitato di ricevimento, che dette il via a un “tiro al piccione” con bombe di profondità, cannoneggiamenti, fuoco di artiglieria. Il sommergibile non ebbe scampo. Non vi furono superstiti. Fin troppo chiara l'intenzione britannica di vendicare l'operazione di Alessandria.

La scomparsa di Uberto Ulivelli suscitò a Castelfiorentino molta commozione. I genitori, Guido Ulivelli e Linda Gilardetti, abitavano in Piazza Vittorio Emanuele (l'odierna Piazza Gramsci) ed erano molto conosciuti in paese. Sembra che Uberto avesse anche una fidanzata, che attese invano il suo ritorno. Nel 1943 al Regio Sommergibile Scirè fu conferita la medaglia d'oro al valor militare. Nel 1984, il Ministro della Difesa Giovanni Spadolini promosse il recupero dal relitto della maggior parte dei corpi (42 su 60) che ora riposano nel Cimitero dei Caduti d'Oltremare di Bari.

Alessandro Spinelli

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