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Il Pacini è pronto ad aprire ma c’è da trovare il gestore

di Francesco Turchi
Il Pacini è pronto ad aprire ma c’è da trovare il gestore

Dopo un decennio di battaglie legali e costi lievitati il 10 settembre uscirà il bando Toni: «Spero che qualcuno si faccia avanti». Sipario giù almeno fino a gennaio

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FUCECCHIO. Il bando per la gestione c’è. E c’è anche la data di pubblicazione: 10 settembre. L’immobile è pronto. La banca di Cambiano dovrebbe trasferirsi all’interno dell’edificio di piazza Montanelli entro la fine di settembre. Ma le incertezze, che accompagnano il cinema-teatro Pacini di piazza Montanelli da almeno dodici anni, non sono finite. Perché ora c’è da capire se c’è davvero qualcuno interessato a gestirlo alle condizioni dettate dal Comune.

Il bando. La giunta comunale guidata dal sindaco Claudio Toni, che aveva già dato approvato il bando per la gestione, l’ha ritoccato verso l’alto, per cercare di invogliare privati e associazioni a formulare la loro proposta. Le condizioni sono queste: il Comune darà un contributo al concessionario di cinquantamila euro all’anno (contro i 40mila previsti in un primo momento), oltre a un rimborso delle spese sostenute per le giornate riservate all’attività del Comune: 150 euro a giornata per un totale di 4.500 euro. Il Comune concederà inoltre al gestore un contributo una-tantum pari al 65% dei costi contenuti dal concessionario per l’acquisto dell’impianto di proiezione, impianto audio e attrezzature sceniche per un importo massimo di 60mila euro.

L’annuncio. «Il 10 settembre pubblicheremo il bando». Il sindaco Claudio Toni non nasconde la soddisfazione, Il traguardo è vicino. Ma Allo stesso tempo non nasconde la preoccupazione per l’esito della gara: «In questi mesi – assicura – si sono fatti avanti diversi soggetti. Che sono venuti in Comune a prendere informazioni, mostrando interesse per il Pacini. Ma non è detto che questo poi si trasformi in una partecipazione alla gara».

Sipario a rischio. La scommessa è notevole: gestire il cinema-teatro per 9 anni (con l’opzione per altri 9), con un contributo del Comune che dovrà essere integrato dalle sponsorizzazioni di privati per mettere insieme un “tesoretto” tale da allestire una programmazione degna di tale nome. E questo il sindaco lo sa bene: «La preoccupazione c’è. Cercheremo dare la massima visibilità al bando e poi vedremo».

I tempi. Calendario alla mano, tutto fa pensare che comunque il sipario sul Pacini non si alzerà prima del 2013: una volta assegnata la gestione ci sarà da fare i conti con l’allestimenti: «Ma a questo punto – dice Toni – non conta aprire un mese prima o dopo. Conta aprire».

L’odissea. Il teatro Pacini doveva costare 7 miliardi di lire, secondo il contratto di leasing stipulato nel 2001 da Comune e Bcc di Cambiano (utilizzatori) e Finagen (concedente, alla quale è poi subentrata Unicredit). Ma in 11 anni è accaduto di tutto. Una guerra senza esclusioni di colpi che ha visto protagonisti il Comitato per la piazza grande (senza teatro) e il Comune. In mezzo il Ministero, il Tar, la Soprintendenza, i ricorsi, gli appelli e i colpi bassi. Tutto questo ha fatto lievitare il prezzo a 5,8 milioni di euro (2,1 in più del previsto), 2.5 a carico del Comune, il resto sborsato dalla Bcc. Ma ora il calvario sembra finito. Se lo auspica anche la Banca di credito cooperativo di Cambiano, che da anni aspetta di trasferire in piazza Montanelli la propria filiale fucecchiese: «Gli uffici – assicura il presidente Paolo Regini – sono pronti da tempo. Mancano le ultime formalità burocratiche, ma presto, forse dal prossimo mese, faremo il trasloco».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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