Il Tirreno

Empoli

Pazienti e familiari meno soli in ospedale ecco i tutor di corsia

di Francesco Turchi
Pazienti e familiari meno soli in ospedale ecco i tutor di corsia

I cittadini bocciano i ricoveri e l’Asl 11 corre ai ripari Ogni degente seguito da un medico e da un infermiere

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EMPOLI. I cittadini bocciano i ricoveri ospedalieri. Troppo spesso per pazienti e familiari è difficile ricevere informazioni e avere una bussola per orientarsi all’interno della struttura empolese. E l’Asl corre ai ripari. Cambia l’organizzazione e introduce la figura dei tutor: un medico e un infermiere gestiranno la permanenza in ospedale di ogni singolo paziente. Il sistema è già in fase di rodaggio.

Il motivo. La scarsa soddisfazione dei cittadini per i ricoveri ospedalieri è uno dei pochi nei dell’Asl 11. È quanto emerge dai risultati del sistema di valutazione della performance elaborati dal Laboratorio Mes della scuola superiore Sant’Anna, che ogni anno fornisce una sintesi dell’andamento della gestione delle aziende sanitarie toscane. «Sommando tutti gli indicatori – sottolinea con orgoglio il direttore della rete territoriale, Nedo Mennuti – la nostra Asl è la migliore della Toscana».

I numeri. Dalla valutazione delle performance dell'Asl 11 risultano ben 88 indicatori con risultati ottimi, 74 indicatori presentano una performance buona, 65una performance media, 35 scarsa e 23 indicano i punti di debolezza. La valutazione avviene a partire da sei dimensioni: salute della popolazione, capacità di perseguimento degli obiettivi regionali, valutazione socio-sanitaria, esterna, interna edi efficienza operativa e dinamica economico-finanziaria.

L’altro neo. Il peggior risultato dell’azienda empolese riguarda il grado di soddisfazione per il pronto soccorso. Che da una parte fa registrare buoni risultati per quanto riguarda l’attività, ma che dall’altra fa registrare tempi d’attesa eccessivi, almeno secondo i cittadini: «Tuttavia – assicura il direttore della rete specialistica Leonello Guidi – con la riorganizzazione dell’emergenza-urgenza appena avviata e con l’entrata a regime delle Case della salute, la situazione migliorerà». In attesa anche di altre novità: «Stiamo lavorando – aggiunge Susanna Tamburini, che dirige il dipartimento specialistica – per velocizzare la trasmissione di informazioni all’interno della struttura, anche attraverso la cartella elettronica, che permette di eliminare l’attesa per l’inserimento dei dati: il paziente viene “tracciato” (accessi, ricoveri, allergie, ndr) e il personale ha subito a disposizione la storia clinica del cittadino». E poi c’è anche l’aspetto emotivo: «Il cittadino al pronto soccorso ha sempre la percezione di aspettare troppo tempo».

I tutor. E, sempre secondo quanto emerge dal report, spesso i degenti si sentono soli: «D’ora in avanti – spiega Guidi – il paziente non sarà più delegato a un singolo medico». E il direttore generale Eugenio Porfido spiega la novità: «Dobbiamo migliorare la comunicazione tra professionisti ed utenti. Il medico e l’infermiere referenti saranno l’interfaccia tra struttura e famiglia, gestiranno tutto il percorso del paziente all’interno dell’ospedale. Il meccanismo è in moto e presto sarà a regime». Il futuro è sintetizzato dal direttore sanitario Renato Colombai: «La chiave è l’intensità: di cure, informatica e relazionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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