Sicurezza
«Il Sert lontano da qui» protesta in via Barzino
Striscioni appesi ai balconi e alle finestre degli appartamenti Raccolte 700 firme contro l’apertura del servizio nella ex medicina del lavoro
EMPOLI. «Noi il Sert non lo vogliamo». Questa la protesta degli abitanti di via di Barzino che si oppongono fermamente alla decisione di trasferire la sede del servizio per i tossicodipendenti nella zona tra lo stadio e viale Petrarca, nei locali Asl dell’ ex medicina del lavoro. L’incontro avvenuto a palazzo pretorio dieci giorni fa, tra i cittadini del quartiere e il vicesindaco Carlo Pasquinucci, che ha cercato di dare delucidazioni sulla situazione, non ha portato ad alcun risultato. Così gli abitanti di via di Barzino, ma anche di tutto il resto del quartiere hanno tappezzato le loro case di striscioni, che dicono con fermezza no all’apertura del Sert.
I cittadini hanno paura per questo trasloco. Chi abita in quella zona non vuole che «venga minata la tranquillità» della piccola zona che si estende tra l’Arno e l’ Orme, «trasferendo un centro di recupero in un luogo non adatto ad ospitare una struttura del genere». In tutto il quartiere in questi giorni sono state raccolta addirittura settecento firme per opporsi a questa decisione e i cittadini sono pronti a tutto per evitare che il trasferimento sia portato a termine. «Abbiamo paura che il nostro quartiere finisca in mano a persone poco raccomandabili – spiega Umberto Pasqualetti – tra l’altro questa zona, che affaccia per gran parte sull’argine dell’ Arno purtroppo si presta anche allo spaccio.
E se uno dei nostri ragazzi trovasse una siringa? Vogliamo poter uscire di casa tranquilli».Tatiana Silnyagina invece teme per l’incolumità dei suoi bambini.« Ho due figli picoli – spiega – e se il Sert fosse trasferito qui non sarei più tanto tranquilla a farli stare fuori a giocare sui giardini che confinano con il centro. Inoltre la struttura che dovrà ospitare il Sert non mi sembra per niente adeguata». Anche Francesco Gori esprime tutte le sue perplessità.« Non abbiamo niente contro chi è ospitato al Sert - spiega – ma la zona nella notte è tutt’altro che illuminata, per questo abbiamo paura». Quello che fa più rabbia – va avanti Gori – è che non siamo stati avvertiti da nessuno, ma abbiamo scoperto di questa decisione attraverso un discorso sentito in un bar, mi sembra davvero incredibile». Simona Pasqualetti spiega invece come si sono organizzati i cittadini, per far valere le loro ragioni.« Appena siamo venuti a conoscenza della notizia – dice – ci siamo costituiti in un comitato di protesta e abbiamo iniziato una raccolta di firme che ha avuto un forte riscontro. Se la struttura sarà trasferita qui dovremmo stare a contatto con persone agli arresti domiciliari che hanno compiuto i più svariati reati, gli spazi esterni non potrebbero più essere vissuti».
Mari Ragionieri solleva invece il problema dell’affollamento che si creerebbe nella zona. « Via di Barzino è una zona logistica importante, trafficata sia nei giorni di mercato, sia quando ci sono le partite dell’ Empoli calcio. Inserire una struttura del genere vorrebbe dire creare maggiori disagi e maggiore caos». «Noi – aggiunge Ragionieri – non contestiamo il tipo di struttura o chi la occupa, ma l’inutilità di collocare un servizio come il Sert in una zona come questa». Se tutto come sembra procederà secondo i piani da metà settembre cominceranno i lavori per l’adeguamento dello stabile dell’ ex medicina del lavoro, ma i cittadini non ci stanno, come conferma Anna Scardigli.« Ci opporremo con tutte le nostre forze».
Alessandro Marmugi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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