Sicurezza
Banditi incastrati dalle vittime
I due avevano messo a segno tre rapine nell’Empolese Valdelsa, ma sono stati riconosciuti e arrestati
EMPOLI. Un po’ maldestri ma senza scrupoli. Capaci di rinchiudere le loro vittime nel bagno, di minacciarle con pistola (giocattolo) o coltello (vero). Ma anche costretti a fuggire a mani vuote dopo che una tabaccaia si era ribellata. Ora i due rapinatori, un pratese di 25 anni e un catanese di 42, che erano diventati per un paio di settimane l’incubo dell’Empolese Valdelsa, sono stati smascherati.
I fatti. Le rapine si sono svolte tutte tra il 20 maggio e il 7 giugno del 2011. La prima alla tabaccheria Scarselli di Ponte a Elsa. In due si erano presentati all’interno del locale, a volto scoperto. Uno aveva chiesto un caffè, l’altro aveva sfoderato la pistola: «Dacci i soldi». Ma la titolare, Elisabetta Scarselli, si era ribellata: «Quell’arma è falsa». E aveva iniziato a gridare, a chiedere aiuto ai passanti. Al punto che i due rapinatori si erano dati alla fuga. Pochi giorni dopo toccò al Bar Boccaccio, vicino all’ospedale di Empoli. Uno a volto travisato e con la pistola in mano aveva chiesto e ottenuto l’incasso dalla barista, che era in compagnia di due clienti: poi la fuga, con un bottino di 4mila euro. Il 7 giugno fu la volta dell’agenzia di assicurazioni Generali di via del Cardinale a Montelupo: la responsabile e una cliente furono derubate di mille euro e dei loro cellulari, prima di essere chiuse nel bagno.
Le indagini. Proprio nello stesso periodo furono messe a segno rapine con modalità molto simili anche nel Pratese. Ed è da lì che sono partite le indagini della polizia del commissariato di Empoli, guidata dal dirigente Maurizio Di Domenico, con il coordinamento del pm fiorentino Andrea Giambartolomei. La caccia è scattata dalle immagini riprese dai circuiti di videosorveglianza di attività finite nel mirino a Prato e dintorni, dalle quali sono stati estrapolati gli identikit dei due banditi. Le vittime hanno riconosciuto i volti dei rapinatori. Contemporaneamente sono stati effettuate una serie di verifiche sui numeri di cellulari dei due presunti banditi, che effettivamente nelle ore precedenti e subito successive ai colpi messi a segno, avevano agganciato le celle nell’Empolese Valdelsa.
Il blitz. Ieri mattina gli uomini dell’Anticrimine della polizia empolese, in collaborazione con i colleghi di Prato hanno notificato ai due rapinatori l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Firenze Paola Belsito. I due arrestati, entrambi pluripregiudicati sono Alessio Verzì, 42 anni, originario di Catania, che si trovava già in carcere a Vigevano (Pavia) per altri reati commessi in Lombardia, e Antonio Leto, venticinque anni, pratese, che era invece agli arresti domiciliari e che è stato trasferito dai poliziotti nel carcere di Prato.
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
