Il Tirreno

Empoli

Fuggono dal Ruanda, si sposano alla Torre

Fuggono dal Ruanda, si sposano alla Torre

Matrimonio speciale nella chiesa di S. Gregorio Magno per due giovani vittime di persecuzioni razziali

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FUCECCHIO. È stato celebrato sabato scorso, nella chiesa di S. Gregorio Magno alla Torre, un matrimonio speciale, unico per la comunità locale e non solo: le nozze tra Vivien Dusabimana e Chantal Ingabire, originari del Ruanda (piccolo stato dell’Africa centro-meridionale) e residenti a Torre da quasi un anno. I due sposi, da diversi anni in Italia, sono fuggiti dal loro paese per motivi razziali e politici poiché l'etnia di cui fanno parte è stata oggetto e lo è tuttora di gravi persecuzioni.

I due sposi, cattolici, sono stati accolti con amicizia, sin dal loro arrivo a Torre, dall’intera comunità parrocchiale, che si è resa disponibile a supportare il loro matrimonio. Venerdì scorso il Consiglio Pastorale ha organizzato una cena d'accoglienza per oltre quaranta parenti e amici connazionali degli sposi, giunti nella frazione collinare di Fucecchio dal Belgio, dalla Francia, dall’Inghilterra e da varie parti d'Italia. Nella cornice dell'ex sala da ballo del circolo ricreativo, i torrigiani hanno manifestato la loro vicinanza alla comunità ruandese giunta per l'occasione. Gli invitati sono stati ospitati per alcuni giorni nei locali dell'ex asilo parrocchiale e nella canonica. Tra i presenti Padre Emanuele, viceparroco di Ponzano a Empoli, ruandese anche lui e amico degli sposi, che ha ringraziato la comunità di Torre per la solidarietà e l'amicizia dimostrata, definendo tale evento come «un miracolo dell'accoglienza e dell'integrazione».

Il matrimonio è stato celebrato da don Massimo Coretti, parroco presso la Cattedrale diocesana di Anagni, nel Lazio, dove lo sposo Vivien ha vissuto e studiato per diversi anni nel seminario vescovile. Hanno concelebrato altri nove sacerdoti, di cui sei ruandesi, due congolesi, oltre al parroco di Torre, Padre Tomas Zaragoza. Tra i preti presenti il parroco di Staffoli, fratello maggiore dello sposo. Il matrimonio è stato accompagnato da canti e danze ruandesi che hanno conferito un sapore etnico e spettacolare all'evento religioso. All’organo il Maestro Carlo Fermalvento della Cattedrale di San Miniato. La festa è proseguita a La Rotta, nel comune di Pontedera, il cui parroco, Don Wenceslas ha messo a disposizione una sala per il pranzo nuziale.

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