Abbiamo pagato quasi 30 milioni di Imu
Ma soltanto meno di 17 sono rimasti a disposizione dei Comuni del circondario, il resto è finito nelle casse dello Stato
EMPOLI. È un po' come se ogni cittadino dell’Empolese Valdelsa avesse sborsato 160 euro. Tanto, moltiplicato per gli oltre 170mila abitanti del circondario, porta alla cifra di 27 milioni e mezzo di euro che sono stati versati per la prima rata dell’Imu.
Quasi trenta milioni. Il primo dato da cui partire è proprio questo: il totale, che è di tutto rispetto visto che le previsioni in alcuni degli undici comuni non erano così rosee. E considerato, soprattutto, che stiamo parlando solo dell'acconto, quello scaduto il 18 giugno scorso e che prevedeva il pagamento dell'imposta con le aliquote base dello 0,4% sulle prime case e dello 0,76% sulle seconde case e su tutto il resto degli immobili. Il che fa prevedere che, salvo clamorosi casi di frode fiscale, alla fine dell’anno la cifra supererà nettamente il doppio rispetto a quanto ricavato nella prima parte dell'anno. La legge che ha introdotto l'imposta sugli immobili, infatti, permette alle amministrazioni locali di ritoccare le aliquote a partire dalla seconda rata e le undici della zona non hanno mancato di farlo per cercare di compensare le minori entrate dallo Stato. Dove più, dove meno, insomma, la seconda rata sarà più alta della prima.
Due terzi ai comuni. L'altro elemento interessante da considerare è l'importo che è finito nelle casse degli enti locali. Non l'intero gettito, infatti, è stato versato ai comuni che si sono tenuti l'introito derivante dalle prime case e la metà di quanto pagato sugli altri immobili. Il resto è andato allo Stato. Passando alle cifre, alle 11 tesorerie del circondario sono andati in totale poco meno di 17 milioni, mentre i restanti dieci milioni e mezzo hanno preso la strada per Roma.
Empoli più di tutti. Ovviamente le cifre relative agli incassi in ogni comune dipende dal numero dei cittadini. Cosicché quello con la soglia più alta risulta essere, ovviamente, Empoli. Qui, a fronte di un incasso totale di oltre 8 milioni, poco meno di 5 sono andati nelle casse comunali, mentre più di tre saranno girati allo Stato. Quindi Fucecchio, dove la prima rata dell'imposta sugli immobili ha fruttato 3 milioni e mezzo: di questi due milioni e 171mila euro sono andati all’amministrazione, un milione e 360mila euro alla tesoreria statale. Sopra la soglia dei due milioni complessivi incassati ci sono anche Vinci, dove l'introito è stato di oltre 2 milioni e 700mila euro, Castelfiorentino, poco sotto i 2 milioni e 600mila, e Certaldo, 2 milioni e 380mila. Nel primo ne sono rimasti sul territorio 1 milione e 700mila euro, nel secondo 1 milione e 564mila euro, mentre nel terzo 909mila euro. Allo Stato circa un milione ciascuno. Sotto soglia due milioni Montespertoli (1 milione e 999mila euro), Moltelupo (1 milione e 900mila euro) e Cerreto (1 milione e 710mila euro). I comuni che hanno incassato meno sono stati Gambassi (886mila euro), Capraia e Limite (873mila), Montaione (842mila).
Le prime case. Interessante è vedere anche quanto sono pesate le prime case, rispetto a seconde case e immobili legati al commercio e all'industria. A Empoli l'Imu sulla prima casa ha fruttato 1 milione e 971mila euro, a Fucecchio 810mila euro, a Vinci 626mila euro, a Certaldo 562mila e a Castelfiorentino 538mila. Sotto il mezzo milione Montespertoli (438mila euro), Montelupo (432mila) e Cerreto (359mila). Quindi Capraia e Limite (228mila), Gambassi (181mila) e Montaione (136mila).
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