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Liberi professionisti nel mirino altri due incastrati dalla Finanza
Sono ventidue dall’inizio dell’anno quelli a cui vengono contestate gravi irregolarità fiscali: un ragioniere empolese avrebbe evaso 170mila euro, un odontoiatra del circondario più di 300mila
EMPOLI. Professionisti e loro relativi studi nel mirino della Finanza. Continuano i controlli sull’evasione delle imposte: dall’inizio dell’anno sono già stati 22 i professionisti che hanno avuto verifiche e in quasi tutti i casi sono state riscontrate irregolarità fiscali. Questo perché le verifiche vengono fatte in maniera mirata dopo l’incrocio delle informazioni con le banche date dell’Agenzia delle entrate, Inps e altri istituti. Due in particolare i casi più eclatanti che sono stati riscontrati nella nostra zona.
Come spiegano dal comando provinciale, complessivamente è stata constatata un’evasione in materia di imposte dirette pari ad oltre 5 milioni di euro ed un’Iva non versata per oltre 703.000 euro. In qusti mesi sono state sottoposte a controllo tutte le categorie professionali. Si va dagli avvocati agli odontotecnici ed odontoiatri, dai geometri ai medici dietisti, dai commercialisti agli studi veterinari e sanitari. E l’evasione fiscale è traversale, accertata nelle diverse professioni.
Tra i casi più consistenti la guarda di finanza ha segnalato un ragioniere con studio a Empoli con clienti principalmente di etnia cinese. Il professionista avrebbe percepito compensi in nero per oltre 170 mila euro. Sempre di recente un odontoiatra del circondario avrebbe occultato al fisco più di 300 mila euro di ricavi e non ha versato circa 125 mila euro di Iva. La maggior parte delle somme di denaro percepite in nero sono state occultate, secondo quanto accertato dalla guardia di finanza, depositandole sui conti correnti intestati alla moglie. Un “trucco” abbastanza consolidato nel tempo che non è passato inosservato ai finanzieri. Sempre in provincia di Firenze un architetto che, pur lavorando per vari enti per la ristrutturazione di luoghi pubblici, non avrebbe provveduto agli obblighi di presentazione della dichiarazione dei redditi, per un importo complessivo di 188 mila euro circa. Tutto questo nonostante le amministrazioni comunali per cui aveva prestato la sua collaborazione avessero regolarmente assoggettato le somme alla prevista ritenuta fiscale. E infine un perito industriale avrebbe omesso di dichiarare oltre 500 mila euro provenienti da compensi percepiti per collaudi tecnici e perizie di vario tipo, effettuati prevalentemente presso cantieri e industri. E infine l’ultimo caso ieri di un veterinario al quale è stata contestata un’evasione di 186mila euro e che dichiarava circa un quarto di quello che incassava. Come ha spiegato sempre il comando provinciale, diversi di questi professionisti hanno già provveduto a conciliare la propria posizione con il fisco attraverso l’adesione alle violazioni constatate.
Nelle prossime settimane ripartiranno altri controlli sui professionisti. Il modo operativo della Finanza continuerà a essere diverso da quello adottato nei confronti dei commercianti. Niente blitz, niente appostamenti, anche perché spesso il cliente che rinuncia alla fattura per pagare di meno agisce di fatto come un complice dell'evasore. Per scoprire chi è che nasconde al fisco gran parte del suo reddito, i finanzieri lavoreranno sulle banche dati, sul redditometro, utile a verificare l'effettiva disponibilità di denaro del soggetto. Per individuare i soggetti da controllare, sarà comunque molto utile anche la collaborazione dei cittadini. Per questo chiunque può segnalare casi chiamando il 117, numero telefonico di pubblica utilità attraverso il quale si possono attivare interventi.
In certi casi, infine, la Finanza si avvale anche dell'invio di questionari ai clienti di avvocati, commercialisti, medici e architetti. Si tratta dell'applicazione - spesso elusa in passato - di due decreti che prevedono l'invio di questionari ai clienti delle persone soggette a verifiche fiscali. In genere, anche in questo caso, non si tratta di controlli a caso, ma basati su una selezione fatta utilizzando indicatori di rischio: dichiarazione dei redditi, tenore di vita, precedenti giudiziari.
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