Il Tirreno

Empoli

Costruisce case da più di settant’anni: «La crisi? Passerà»

di Camilla Trillò
Costruisce case da più di settant’anni: «La crisi? Passerà»

La Vannucchi di Castelfiorentino premiata da Confindustria «Nonostante tutto lavoriamo e non licenziamo nessuno»

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CASTELFIORENTINO. Una piccola grande realtà che riesce a brillare nelle tempestose acque della crisi attuale: è l’Impresa Edile Vannucchi che il 4 giugno scorso ha festeggiato a Firenze i cinquant’anni di iscrizione a Confindustria. Un’impresa che vanta però trascorsi addirittura maggiori: il certificato della prima iscrizione alla Camera di Commercio è infatti datato 1 luglio 1940.

Settantadue anni ininterrotti di attività nell’edilizia: un caso più unico che raro, visti i tempi che corrono, per un’impresa divenuta ormai una vera e propria istituzione nell'Empolese-Valdelsa. «Fu mio padre Giuseppe, nel 1940, a iniziare l’attività - racconta l’attuale titolare Roberto, adesso affiancato dal figlio Daniele - e fino al 1974 la ditta è stata intestata a lui. Dal 1974 al 1979 si è trasformata in Vannucchi Giuseppe e Roberto, finché dal 1979 è diventata l'attuale Vannucchi Roberto. Una società che opera da sempre sia nel settore pubblico che nel privato, civili abitazioni, ristrutturazioni e quant'altro, e che ha attraversato tutte le tappe della storia economica recente del nostro paese, di cui quella attuale è senz’altro la crisi peggiore».

Un’azienda che ha visto il boom tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta quando contava circa 35 dipendenti lavorando non soltanto nel circondario ma anche su Firenze, Prato, Pisa e Livorno. Poi le cose sono iniziate a cambiare, per svariate ragioni. «Nel 1970 e nell'83 abbiamo assistito alle prime due crisi economiche dopo il boom - prosegue Daniele Vannucchi - ma sono state crisi passeggere. Le cose sono cambiate soprattutto quando sono nate le specializzazioni: inizialmente facevamo tutto da soli, dalla costruzione all’impiantistica, all’intonacatura. Poi, come tutti, abbiamo iniziato a servirci di ditte esterne specializzate, per questo il numero dei dipendenti è diminuito. Inoltre dobbiamo considerare le innovazioni tecnologiche che, se da una parte rendono i lavori migliori, dall’altra è indubbio che tolgono posti di lavoro».

Ad oggi la ditta conta nove dipendenti diretti, ai quali si affiancano circa quindici collaboratori esterni specializzati, ed opera prevalentemente sull'Empolese Valdelsa. Un’azienda che cerca di affrontare l'attuale crisi offrendo prodotti sempre all'avanguardia, in regola con tutte le nuove normative. «La crisi è iniziata già nel 2007 e probabilmente il momento critico arriverà da settembre in poi - prosegue Roberto - assistiamo a un calo negli appalti pubblici perché le amministrazioni comunali hanno meno soldi, ma anche nel privato ci sono minori richieste. Noi, però, siamo sempre riusciti a mantenere il nostro lavoro, sebbene un calo sia indubbio per tutti. Per questo motivo non sono previsti licenziamenti ma, al momento, neppure nuove assunzioni, soprattutto perché la difficoltà a rilasciare concessioni edilizie ci costringe ad aspettare. Uno dei mali peggiori del nostro paese sono gli iter burocratici troppo lunghi, ai quali si aggiungono le ditte improvvisate che magari durano soltanto pochi mesi o qualche anno. Ma con settantadue anni di attività alle spalle non possiamo che proseguire con tenacia sulla strada che mio padre ha intrapreso».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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