Il Tirreno

Empoli

No alla chiusura degli uffici postali

No alla chiusura degli uffici postali

Iniziativa parlamentare contro il piano di riorganizzazione del servizio

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EMPOLI. Una interpellanza urgente in parlamento rivolta al ministro dello sviluppo economico e al ministro del lavoro e delle politiche sociali per sapere quali siano gli orientamenti del governo in merito alle iniziative annunciate dalla società Poste italiane in materia di riorganizzazione del servizio di recapito e se il piano di chiusura degli uffici postali annunciato per la Toscana (tra loro quelli di Monterappoli, Granaiolo, Querce e Massarella), sia considerato compatibile con gli obiettivi del contratto di programma e con il principio dell'universalità del servizio.

L’interpellanza - sottoscritta dall’on. Alberto Fluvi e altri 18 parlamentari toscani - è stata presentata dall’on. Ermete Realacci. Secondo i rappresentanti del Partito democratico, bisogna obbligare Poste Italiane ad aprire un tavolo con le istituzioni locali «per evitare fatti compiuti che potrebbero danneggiare comunità e territori».

«Siamo convinti - si legge in un comunicato - che dietro una corretta razionalizzazione delle risorse e degli uffici postali, sebbene concomitante ad un periodo di crisi e di revisione della spesa, non può celarsi un impoverimento di un servizio importante per il territorio ed essenziale per i cittadini, specie quelli più deboli: anziani, malati e persone a ridotta mobilità. Si tratta di un servizio importante anche per sostenere il mantenimento delle comunità e di molte attività per lo sviluppo sociale ed economico».

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