Proteste
COMUNE UNICO APRIAMO IL CONFRONTO
di MASSIMO MATTEOLI* Bene ha fatto Andrea Campigli, segretario del Pd di Empoli, a fare uscire dal dibattito interno il tema del Comune unico nel Circondario Empolese Valdelsa. Si tratta di una...
di MASSIMO MATTEOLI*
Bene ha fatto Andrea Campigli, segretario del Pd di Empoli, a fare uscire dal dibattito interno il tema del Comune unico nel Circondario Empolese Valdelsa. Si tratta di una decisione lungimirante e coraggiosa. La politica deve saper guardare al di là dell’orizzonte immediato ed indicare le strade del futuro.
Si badi bene che non si sta parlando delle solite questioni in “politichese” o di problemi di ingegneria costituzionale, ma del futuro delle nostre amministrazioni locali, dei servizi fondamentali che ciascuno di noi utilizza ogni giorno. È evidente che la dimensione comunale è ormai troppo ristretta per i problemi che le comunità locali devono affrontare e risolvere. Sia le leggi nazionali che la Regione stanno invitando, se non obbligando, i Comuni ad unire le loro forze per gestire nel modo migliore i servizi per i loro concittadini. Nel nostro caso la Regione con la legge 68/2011 ha individuato proprio gli 11 comuni del circondario come ambito dell’Unione dei Comuni a cui conferire l’esercizio associato delle funzioni degli enti locali.
Chi gestisce oggi i nostri Comuni deve operare per l’applicazione più rapida di questa normativa e per la nascita di un’Unione che sia forte ed efficiente. La politica, almeno quella con la “P” maiuscola, deve però sapere andare oltre. Oggi significa iniziare a discutere seriamente se sia possibile, e giusto, che i nostri piccoli Comuni (Empoli, il più grande non raggiunge nemmeno i 50mila abitanti) possano pensare di rimanere autosufficienti sotto i propri campanili.
Pur divisi tra i vari centri che ci caratterizzano, siamo ormai da tempo un’area integrata che ha prodotto risultati importanti per la qualità della vita di tutti i cittadini. Proprio grazie a questo spirito di collaborazione e unità i nostri undici Comuni sono riusciti a gestire positivamente gli investimenti per la scuola, gli acquedotti, i depuratori, lo smaltimento dei rifiuti, solo per citarne alcuni, superando quei problemi che affliggono invece molte altre zone d'Italia e della nostra stessa Regione. Siamo così abituati al buon governo che quasi non ce ne accorgiamo.
Il Comune unico rappresenta il passaggio logico e necessario nella presente situazione se vogliamo mantenere, anzi se possibile ancora migliorarla, l’efficienza dell'attività delle nostre amministrazioni, non fosse altro per la drammatica diminuzione delle risorse disponibili che sta colpendo i Comuni.
È necessario, perciò, continuare su questo argomento un confronto aperto, senza pregiudiziali localistiche, al solo scopo di trovare la soluzione migliore per i cittadini. Le comunità locali, forti anche della loro storia, non devono aver paura di perdere la loro identità, anzi devono avere piena consapevolezza che questo nuovo e più grande Comune sarà l'unico ente locale (a differenza dell'Unione dei Comuni e delle nuove Province) dove si potrà votare per scegliere direttamente gli amministratori.Non é una differenza da poco, perché nulla è meglio della democrazia per esprimere e rappresentare gli interessi dei cittadini.
*assemblea federazione Pd
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