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Empoli

La replica all’aut aut su Torrigiani

di Luciano Menconi
La replica all’aut aut su Torrigiani

EMPOLI. Il primo stop alla proposta del Comune unico lanciata dal segretario comunale del Pd Andrea Campigli viene dal segretario della federazione Pd Brenda Barnini. Che sostanzialmente liquida la...

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EMPOLI. Il primo stop alla proposta del Comune unico lanciata dal segretario comunale del Pd Andrea Campigli viene dal segretario della federazione Pd Brenda Barnini. Che sostanzialmente liquida la questione misurando sì le parole («l’idea non è un tabù» concede) ma facendo fatica a nascondere la sua disapprovazione.

«Qui, una volta, quando governava il Pci - dice - ci sarebbero voluti quattro congressi solo per formularla una proposta del genere. Non dico che bisognebbe fare così ma neppure si può pensare di affrontare con un titolo di giornale una questione che ha un impatto diretto sulla vita di oltre 170mila persone. Va bene, non è un tabù ma penso che prima di fare diventare questo tema un argomento all’ordine del giorno occorrono tempo e soprattutto fatti. Questo non è il momento di parlare ma di fare. E da fare, entro la fine dell’anno, c’è una cosa molto importante e impegnativa: quell’Unione dei Comuni che è indispensabile per dare più forza all’Empolese Valdelsa nel nuovo scenario delle istituzioni toscane. Se non si concretizza ciò, tutto il resto diventa fantapolitica».

Firenze, Prato e Pistoia insieme. La segretaria della federazione Pd ha richiamato la necessità di arrivare al più presto all’Unione dei Comuni parlando di Città Metropolitana.«La città metropolitana non è una novità della spending review - ha affermato Barnini - piuttosto il treno perso dalla politica italiana. La politica è in ritardo di venti anni. La prima volta che si è sentito parlare di Città metropolitana era il 1990 con la legge 142: allora iniziò la discussione delle Regioni e in Toscana si definì che le province di Prato, Pistoia e Firenze sarebbero state i confini della futura Città metropolitana. Poi però nacque la provincia di Prato e i confini previsti cambiarono connotazione. Oggi al Senato è prevista la fiducia al decreto sulla spending review e questo ci obbligherà a prendere decisioni rapidamente. L'esperienza del Circondario ci ha consentito di formare una vera unità territoriale, investendo nel sostegno istituzionale e nello sviluppo economico del territorio. Per noi quindi la città metropolitana è un'evoluzione del Circondario e l'area in cui ci riconosciamo comprende le province di Firenze, Prato e Pistoia».

Unione dei comuni. Il decreto del governo però esclude la possibilità di inglobare nella Città Metropolitana anche Prato e Pistoia. Da qui per l’Empolese Valdelsa la necessità di evitare il rischio di diventare una realtà periferica di Firenze. «È certo - prosegue Barnini - che l'Empolese Valdelsa si presenterà come Unione dei comuni nella città metropolitana, un’ulteriore evoluzione del Circondario, e questo ci mette nelle condizioni di non aver paura di questo passaggio, ma anzi di coglierne tutte le opportunità. Ovviamente serve che Firenze diventi una capitale con una propensione non più provinciale ma europea, che sappia guardare oltre i suoi confini e svolgere il ruolo di capitale della Toscana. Noi sappiamo dove vogliamo andare e cosa vogliamo fare: saremo in un percorso di innovazione istituzionale che non può che gravitare attorno a Firenze, con l’esperienza di 20 anni di autogoverno con un’unione dei comuni che rafforzi i nostri legami interni per renderci più pronti a una nuova sfida».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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