Il Tirreno

Empoli

Un Comune al posto di 11? I sindaci si dividono

di Francesco Turchi
Un Comune al posto di 11? I sindaci si dividono

Due fronti dopo la proposta del segretario del Pd empolese Campigli In tanti tirano il freno: «Ora pensiamo all’Unione». Ma la fusione non è tabù

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EMPOLI. C’è chi assicura che non è più un tabù (Campatelli e Sostegni). Chi è più a favore (Mori e Mangani) e chi si mantiene in equilibrio, tirando comunque il freno (Cappelli, Rossetti, Parrini e Campinoti). E poi c’è chi dice no più apertamente (Occhipinti e Toni). La proposta del segretario del Pd di Empoli Andrea Campigli di creare un Comune unico dell’Empolese Valdelsa (nell’ottica di avere più peso all’interno della futura città metropolitana), sembra cogliere di sorpresa i sindaci. Tutti puntano sull’Unione. A cominciare da Giovanni Occhipinti (Castello): «L’Unione va inserita nell’area vasta con Firenze, Prato e Pistoia. E noi dobbiamo fare in fretta per poi spingere la Regione in questa direzione». Luciana Cappelli (Empoli) tira il freno: «Campigli? Buona idea, ma prematura.

Pensiamo all’Unione» che prenderà il posto del Circondario. Un iter tutt’altro che agevole: «I Comuni – dice Andrea Campinoti (Certaldo) – devono ragionare con una testa sola. Non è il momento di discutere di scenari futuri. Se facciamo in fretta l’Unione, potremo far valere il nostro peso». Rossana Mori (Montelupo), sta con Campigli: «L’accorpamento può essere una soluzione. Vediamo se in un Comune unico o in due, anche in base alle reali esigenze della gente e a quali sono i punti di riferimento nella richiesta di servizi. Il campanilismo? I cittadini hanno la mente più aperta. Però vanno coinvolti». Federico Campatelli (Gambassi): «Prima facciamo l’Unione, poi si ragionerà della fusione.

Che non è un tabù. Ma 9 sindaci su 11 chiuderanno la loro esperienza nel 2014: la nostra missione è dare gambe all’Unione, mantenendo la rappresentanza dei Comuni, abbattendo le spese e migliorando i servizi». Idea condivisa da Paola Rossetti (Montaione): «Dobbiamo lavorare per l’Unione, puntando sulle gestioni associate». Enrico Sostegni (Capraia e Limite) invita a «tenere conto delle esigenze e dei cittadini: vediamo prima dove cercano i servizi, e poi tracciamo i confini. La fusione non è un tabù. Ma non ora». Dario Parrini (Vinci) ragiona sull’immediato futuro: «Guardando da qui alle amministrative del 2019, come fa Campigli, è giusto valutare anche le proposte più audaci e a lungo termine. Ma per la nostra area è fondamentale arrivare in tempi brevi a una gestione snella e integrata di competenze per avere un peso sia nel caso di città metropolitana (coincidente con la provincia di Firenze), che di città metropolitana larga (Fi-Po-Pt), che è l'ipotesi più vantaggiosa per i cittadini». Giulio Mangani (Montespertoli) apre alla fusione: «L’Unione sia un punto di partenza per ridisegnare i limiti territoriali e riorganizzare gli enti: evitiamo ciò che è successo alle Province, che hanno subìto i provvedimenti presi dal governo».

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