Sicurezza
Il Circondario? Basta qui ci vuole un Comune unico
Per Campigli solo così il territorio dell’Empolese Valdelsa potrà pesare all’interno della futura Città metropolitana
di Luciano Menconi
EMPOLI
Il governo Monti ridisegna la geografia della Toscana, l’Empolese Valdelsa non può restare a guardare. Per Andrea Campigli, da meno di nove mesi segretario del Pd di Empoli, non ci sono alternative: o si ripensa a cosa sono il circondario, gli undici comuni che lo compongono, il loro assetto istituzionale, oppure i profondi cambiamenti in atto - con l’istituzione della città metropolitana - rischieranno di ridurre le realtà locali dell’Empolese Valdelsa a periferia di Firenze. Da qui la proposta - quasi un appello - rivolta a tutte le forze politiche affinché inizino subito a lavorare a quella che secondo il segretario del Pd è l’unica soluzione in grado di garantire a questo territorio di continuare a pesare sulla scena politica e amministrativa provinciale: la trasformazione del circondario in un Comune unico.
Cosa cambia per Empoli e gli altri dieci comuni dell’Empolese Valdelsa se nasce la Città Metropolitana?
«Siamo di fronte a una rivoluzione di cui dobbiamo essere tutti consapevoli. Empoli, come Comune capofila del circondario, deve farsi portatore di un progetto serio e innovativo per non farsi trovare impreparato. Bisogna fare uno scatto in più oltre il circondario: andare dritti verso l’Unione dei Comuni e da lì, con un processo a tappe forzate che deve cominciare subito, bisogna arrivare al Comune unico: a quel punto il sindaco di Empoli potrebbe relazionarsi con il presidente dell’area metropolitana Matteo Renzi non come il rappresentante di una città di 50mila abitanti ma di un territorio di quasi 200mila».
Lei sa che agli altri comuni del circondario la cosa non piacerà?
«Se si pensa di affrontare la sfida che ci si presenta davanti con soluzioni e slogan da Lega nord, difendendo le singole diversità, si sbaglia completamente. Bisogna lavorare per formare soggetti più ampi, con identità e cultura condivise, per fare in modo che abbiamo più voce in capitolo di fronte allo scenario che si va delineando: la formazione del Comune unico è la risposta migliore. Altrimenti rischieremo di subire la rivoluzione amministrativa e questo sarebbe un danno molto grave che faremmo alle generazioni future, perché consegneremmo loro un modello istituzionale in cui questo territorio, che finora è riuscito a garantirsi un peso e un potere nel quadro provinciale, diventerà marginale.
In quanto tempo dovrebbe realizzarsi questa trasformazione?
«Entro la fine dell’attuale legislatura bisognerebbe avere già stabilito un percorso strutturato in grado di garantire dove si va e attraverso quali tappe. Si parta subito dall’Unione dei Comuni, con i servizi da svolgere già adesso in maniera congiunta. Quando il Comune unico? Credo che sia verosimile pensare che le elezioni del 2014 possano essere le ultime in cui si votano undici sindaci, dalle successive credo che si potrebbe andare a votare per un solo sindaco di tutto l’Empolese Valdelsa. Ripeto: occorre agire in tempi stretti, per evitare di subire scelte fatte altrove e a nostro svantaggio. So che sarà un passaggio difficile e pieno di ostacoli, a partire dai campanilismi e dalle facili strumentalizzazioni politiche. Ma sono fiducioso: essere di sinistra spinge verso una visione più universalistica, verso un’identità più allargata, e qui c’è tanta sinistra».
Come sta il Pd di Empoli?
«Sta attraversando un periodo in cui si sta mettendo fortemente in discussione. Può sembrare una fase caotica ma è estremamente costruttiva. Il Pd che si sta formando non può essere l’evoluzione del Pci-Pds né la fusione a freddo di Ds e Margherita. Deve essere qualcosa di nuovo, continuando a rappresentare a Empoli e nel circondario una forza politica che fa della trasparenza, delle primarie, della democrazia interna, del confronto con le realtà della società civile il modo di essere e di intendere la politica».
Come giudica il lavoro dell’amministrazione su urbanistica e piste ciclabili?
«Mi sento di dire che il partito apprezza molto il lavoro fatto dall’assessore all’urbanistica Mori e il cambio di passo che c’è stato negli uffici comunali. L’urbanistica è ovviamente una questione chiave, decisiva per capire dove vuole andare la città, come vogliamo che sia la Empoli del 2020 e quella del 2040. Credo che sia positivo che si apra una discussione su questo, sul profilo che dovrà avere la nostra città in futuro, sulla viabilità, su quanto, come e dove si potrà costruire. Da questo punto di vista, le piste ciclabili fanno parte di un progetto che sottoscrivo in pieno. Pensare all’Empoli di domani con una mobilità che non sia sostenibile è assurdo. Credo che quando il sistema delle piste ciclabili sarà concluso potrà essere apprezzato a dovere. D’altronde dobbiamo chiederci se vogliamo che Empoli sia più simile a Friburgo o a Palermo dove non c’è nessuna Ztl. La risposta come cittadino e come politico del Pd è che il modello non può che essere quello con meno emissioni di smog e più biciclette. E plaudo infine ad altre scelte importanti del Comune, come quella di non tagliare i servizi sociali o non penalizzare con l’Imu le attività commerciali».
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