Il Tirreno

Empoli

La crisi piega il commercio a rischio duecento negozi

di Luciano Menconi

Secondo i dati dell’0sservatorio di Confesercenti il 2011 si è chiuso con -6% e le previsioni al prossimo 30 settembre segnano un indice ancora peggiore

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EMPOLI. Il commercio a Empoli e nel resto del circondario vanta numeri importanti: più di 4.200 negozi, oltre 750 tra bar e ristoranti, quasi 150 alberghi e altre strutture ricettive. Numeri superiori ad ogni altro settore economico dell’Empolese Valdelsa, che indicano quanto sia cruciale, per questo territorio, l’attività delle imprese che animano il comparto. Ma la crisi con cui deve fare i conti dal 2008 rischia di insidiare pesantemente la sua capacità di creare reddito e lavoro. A confermare la gravità della situazione ci sono i dati dell’Osservatorio economico della Confesercenti, elaborati - come ormai avviene sistematicamente dal 2003 - sulla base di un campione di 124 aziende disseminate nel circondario. I risultati dell’analisi - presentata ieri da Sauro Spignoli e Lapo Cantini di Confesercenti - sono molto preoccupanti.

Meno 6% in un anno. La variazione generale del campione tra il 2010 e il 2011 risulta nell’Empolese Valdelsa del meno 3,98% a valori correnti, ovvero comparando i valori del fatturato senza considerare il tasso di inflazione. In termini reali, quel dato corrisponde sostanzialmente al meno 6%. Una tendenza peggiore a quella media registrata a livello provinciale (-2,88 in valori correnti).

Si salvano solo gli alimentari. Su tutti i settori merceologici in cui è stata suddivisa la ricerca il quadro relativo al circondario è più negativo di quello provinciale. Per quanto riguarda la moda qui siamo a -4,68 in valori correnti (quasi il 7% in termini reali) ovvero un punto e mezzo percentuale in meno rispetto alla media fiorentina; e poi -5,94% per gli altri negozi di vicinato (dai fiorai alle profumerie, dagli ottici alle cartolerie) con 2,5 punti percentuali in meno rispetto alla media provinciale, e -1,88 (4% in termini reali) per bar e ristoranti, oltre mezzo punto in meno rispetto a Firenze. Fa eccezione il dato degli alimentari che nell’Empolese Valdelsa segna -0,53% mentre nel resto della provincia si attesta sul meno 2,95. Unico dato col segno positivo è quello relativo agli alberghi, con più 1,24% (senza considerare però il tasso di inflazione), inferiore al 2,56 provinciale.

Crollo verticale. Allargando il quadro, la ricerca mostra come l’andamento del commercio sia in perdita da ormai quattro anni: per quanto riguarda la Valdelsa con un trend negativo costante dal 2008 ad oggi, mentre per la zona dell’Empolese con una tendenza tutto sommato stabile fino al 2010 cui è seguito un vero e proprio crollo l’anno scorso (meno 5,61%).

Male il nuovo anno. Nel primo trimestre del 2012 la situazione non è cambiata. Anzi: l’indice generale è passato a valore corrente dal meno 3,98 a meno 4,11. E le previsioni al 30 settembre segnano un indice ancora più pesante: -4,90 (a cui va sommato il tasso di inflazione).

A rischio 200 negozi. «Se il quadro venisse confermato in questi termini - sottolinea Cantini - possiamo dire che entro la fine dell’anno rischiano di chiudere duecento negozi nel circondario, chiusure che verrebbero compensate solo in parte dall’apertura di nuove attività altrettanto strutturate e radicate nel territorio». Il rischio, come sottolinea Spignoli, è che si vada a modificare il profilo del tessuto commerciale dell’Empolese Valdelsa, con un indebolimento complessivo di questo settore cruciale per l’economica del circondario.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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