Sicurezza
Ricerca e concertazione: così la Irplast batte la crisi
Boom di ordini per l’azienda empolese grazie a un’etichetta adesiva supersottile che sta conquistando il mercato internazionale di acque minerali e bibite
EMPOLI. Fino a un paio di anni fa i conti erano in profondo rosso, il futuro appeso al credito delle banche e alle intemperie del mercato, il destino di almeno una parte dei lavoratori sembrava ad alto rischio. Adesso, proprio nel cuore della congiuntura economica più difficile, la Irplast vede rosa. Sembra incredibile, ma l’azienda della famiglia Bini-Francalanci scoppia di lavoro. La Irplast- una delle imprese più importanti dell’Empolese Valdelsa non solo perché dà lavoro direttamente a 160 dipendenti e indirettamente a parecchie altre decine - è leader europea nel settore dei nastri adesivi e delle etichette.
Grazie a una capacità industriale eccezionale e a linee di prodotto sempre innovative, ha saputo conquistare una posizione di rilievo assoluto in questo settore. Negli ultimi anni però ha dovuto fare i conti con una crisi finanziaria molto pesante, da cui si sta risollevando adesso grazie a un mix di fattori che si sta rivelando vincente: la concertazione con i sindacati per affrontare tutti i passaggi più delicati della crisi, gli investimenti continui nella ricerca per migliorare il prodotto, lo spirito di collaborazione che ha contraddistinto i rapporti tra lavoratori e management. Risultato: questa estate il rischio più grosso che corre la Irplast è quello di non riuscire a fare fronte alle troppe richieste del mercato.
La quantità di ordini è senza precedenti: per questo l’amministratore delegato Fausto Cosi e il direttore operativo Luca de Bartolo - i due manager chiamati a dirigere la Irplast a fine 2009 per far fronte alla ristrutturazione e al rilancio dell'azienda - hanno dovuto chiedere ai dipendenti di rinunciare a una bella fetta di vacanze. Bisogna garantire un ciclo produttivo continuo, giorno e notte, per riuscire a soddisfare tutte le richieste.
I lavoratori hanno capito: così a differenza degli anni scorsi lo stabilimento ad agosto resterà chiuso solo per una settimana, a cavallo del 15, per il resto del mese si lavorerà a pieno regime, se necessario anche sabato, in linea con quanto avviene dallo scorso aprile quando è stato stabilito insieme ai sindacati un nuovo sistema di turni (quattro giorni lavorativi e due festivi) che garantisce la piena operatività 24 ore su 24 anche nei giorni festivi.
«Speriamo di farcela a soddisfare tutti gli ordini puntualmente - commenta il direttore de Bartolo - perché gli ordinativi sono davvero moltissimi. Quando faccio presente che potremmo avere difficoltà in questo senso, qualcuno mi chiede se abbiamo problemi a pagare le materie prime di cui dobbiamo approvvigionarci per realizzare i nostri prodotti. Quando spiego che il problema è che abbiamo troppe commesse da soddisfare, quasi non mi si crede».
Il motivo di questo superlavoro è nel successo che sta riscontrando un prodotto assolutamente innovativo che Irplast ha da pochi mesi lanciato sul mercato: un nastro adesivo di ultima generazione, supersottile, frutto del lavoro di ricerca su cui l’azienda ha sempre puntato con grande convinzione per superare la fase difficile attraversata dal 2008 in poi. Si chiama Micron 19, perché ha uno spessore di soli 19 micron (la misura standard sul mercato finora è stata di 30-35 micron). Questo comporta tre vantaggi assolutamente strategici per conquistare il mercato: ha bisogno di meno petrolio per essere costruito (quindi costa meno alla Irplast), di conseguenza può essere venduto a un prezzo più competitivo, ed è anche più ecologico, fornendo così al prodotto un profilo più apprezzabile dal punto di vista dell’immagine.
Così clienti vecchi e nuovi - dalle principali società italiane e non solo italiane che commercializzano acque minerali alle multinazionali delle bevande analcoliche (Irplast serve marchi come Coca cola, Pepsi cola, Nestlè, San Benedetto, Uliveto, Rocchetta e molti altri ancora) - hanno deciso di puntare su questo tipo di etichetta, moltiplicando ordini e lavoro.
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