La manifestazione
Crac del Consorzio Etruria il concordato non è a rischio
Inchiesta per bancarotta, blitz della guardia di finanza anche nella sede di Montelupo Sequestrati molti documenti, indagati gli ex vertici: ma la nuova cooperativa è al sicuro
MONTELUPO. Il concordato non è a rischio. L’inchiesta della procura di Firenze che mira a fare luce sulle vicende che hanno portato il Consorzio Etruria alla procedura di concordato preventivo, non può avere alcuna conseguenza sulla nuova cooperativa, nata dalla scissione prevista dal concordato, grazie alla quale sono stati salvati trecento posti di lavoro e che sta mettendo le basi per tagliarsi una fetta di mercato nel settore delle costruzioni. Nel frattempo sette persone che dal 2006 al 2010 hanno occupato posti di vertice nel Consorzio Etruria, sono indagate in un’inchiesta in cui viene ipotizzata la bancarotta fraudolenta: si tratta di coloro che nel periodo in questione (in cui è stato accumulato un passivo di 460 milioni di euro, con una perdita di 135 milioni di euro solo nel 2010) erano al timone e avevano la responsabilità dell’operato del Consorzio. La guardia di finanza, coordinata dai pm Luca Turco e Giuseppina Mione, ha effettuato una ventina di perquisizioni nelle sedi di alcune delle società che hanno avuto rapporti con il Consorzio.
E le fiamme gialle si sono presentate anche a Villa Salingrosso, sede dell’Etruria, dove hanno sequestrato una serie di documenti considerati cruciali ai fini dell’indagini, che saranno passati ai “raggi x” nei prossimi giorni.
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