Il Tirreno

Empoli

Il centro per le protesi va in tilt: 1.200 in attesa

Il centro per le protesi va in tilt: 1.200 in attesa

I posti letto del San Pietro Igneo di Fucecchio dovevano salire da 24 a 60 nel 2010 Ma sono 24 nonostante i duemila interventi in 3 anni e il Pdl chiede tempi certi

2 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. Il centro per le protesi è un’eccellenza. Ma i posti letto sono pochi: soltanto 24. Eppure avrebbero dovuto essere portati a sessanta già nel 2010. E così le richieste che aumentano vertiginosamente fanno lievitare la lista d’attesa: sono 1.200 i cittadini di tutta Italia in fila per un posto al San Pietro Igneo.

La visita. La struttura ospedaliera fucecchiese guidata dal professore Massimiliano Marcucci è stata visitata ieri mattina dai consiglieri regionali del Pdl Nicola Nascosti e Stefano Mugnai. Che hanno sottolineato la professionalità del personale del Centro di eccellenza sostituzione articolare di anca e ginocchio, ma allo stesso tempo hanno evidenziato le lacune logistiche e le carenze di personale della struttura, annunciando un’interrogazione all’assessore regionale Luigi Marroni. «Il San Pietro Igneo è un esempio positivo – sottolinea Nascosti –. Il problema è che la sciagurata sovrapposizione di apparati amministrativo-burocratici ridondanti, finisce per sottrarre risorse a queste realtà».

I numeri. Le attività del dipartimento sono iniziate nel mese di agosto del 2009: da allora sono stati effettuati a Fucecchio quasi duemila interventi (di questi 631 nel 2011 e 336 nel primo semestre del 2012). Una media di quasi due al giorno: «E 18 posti letto – sottolinea Nascosti – sono troppo pochi. Che fine ha fatto il progetto di ampliamento?». In realtà – come ha spiegato l’Asl – i posti al San Pietro Igneo, in caso di necessità possono già ora diventare 24. Proprio nei giorni scorsi l’Azienda ha approvato i progetti esecutivi (1,5 milioni di euro) per portarli a 40: a settembre l’assegnazione dei lavori, che dovrebbero concludersi nel 2013, quando sarà pronto anche il maxi-ascensore che collegherà il parcheggio di via Sottovalle all’ospedale e al centro storico.

La lista. Ma in 1.200 intanto aspettano. «Ci vorrà almeno un anno per smaltire la lista d’attesa – spiega Mugnai –. Ma c’è di più: il 35% di queste persone viene da fuori regione e il 50% da altre Asl della Toscana. Questo significa che potenzialmente il Cesat può essere anche redditizio per l’Azienda sanitaria». Il San Pietro Igneo – aggiunge Nascosti «non deve essere una cattedrale nel deserto. L’assessore regionale deve dirci la tempistica dell’ampliamento». E il consigliere comunale Gabriele Genuino (Pdl) tira in ballo anche il sindaco Claudio Toni: «Il centro per le protesi è fondamentale per la città e piazza Lavagnini è il biglietto da visita: serve un intervento di riqualificazione».(f.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa