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Empoli

Nessun pericolo diossina per l’incendio al Terrafino

Nessun pericolo diossina per l’incendio al Terrafino

Rassicuranti le analisi dell’Arpat sui prodotti ortofrutticoli coltivati nella zona di via Ponte Rotto dove sono stati bruciati pancali di legno, plastica ed eternit

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EMPOLI. L’allerta è rientrata. Dopo l’incendio del 5 luglio a un magazzino di vecchi pancali in via del Ponte Rotto, presso Castelluccio, l’Asl aveva diffuso una nota invitando a non consumare i prodotti ortofrutticoli provenienti dagli orti privati della zona del Terrafino. Oltre al legno, infatti, il rogo aveva colpito anche contenitori e teli in plastica, lamiere in metallo, mentre a terra c’erano anche frammenti di lastre ondulate presumibilmente di eternit. Quanto basta per procedere a un’analisi approfondita della zona e invitare tutti alla cautela. Ieri, finalmente, l’Arpat ha concluso il suo lavoro: l’esito è rassicurante. «I risultati delle analisi dei prodotti campionati non fanno ritenere che ci siano pericoli per la salute umana» scrivono i tecnici dell’agenzia regionale per la protezione ambientale.

I tecnici della prevenzione dell’unità operativa Igiene e Salute pubblica dell’Asl11 hanno effettuato il 9 luglio una serie di campionamenti dei prodotti ortofrutticoli coltivati nelle aree di ricaduta dei fumi individuate dalla struttura al fine di verificare l'eventuale contaminazione dei vegetali causata dai prodotti della combustione.

Nello specifico, sono stati prelevati 3 campioni di albicocche, di pomodori e di insalata, e poi - per un confronto - 3 campioni di albicocche, pomodori e insalata in una zona di Montelupo lontana dell’area di ricaduta dei fumi.

Tutti i campioni sono stati sottoposti ad analisi chimiche per determinarne i parametri chimici ritenuti più significativi, in particolare diossine e furani, sostanze tossiche che si possono formare nei processi di combustione.

I valori relativi ad albicocche, pomodori e insalata raccolti al Terrafino sono risultati più elevati di circa il 40% di quelli dei campionati prelevari a Montelupo. «Ferma restando l'incertezza dell'analisi e la variabilità dei valori di fondo di diossine nei vegetali che può essere dovuta a molteplici fattori ambientali - scrivono i tecnici dell’Arpat nella relazione - questo fatto potrebbe essere oggettivamente imputato agli effetti delle ricadute dell'incendio. Tuttavia, i valori rilevati per le diossine nei campioni risultano nettamente inferiori ai valori limite indicati nella raccomandazione della Commissione Europea 2. In conclusione, pertanto, i risultati delle analisi dei prodotti campionati non fanno ritenere che ci siano pericoli per la salute umana».

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