Il Tirreno

Empoli

In settemila hanno diritto al rimborso sulla bolletta

di Francesco Turchi

Hanno pagato la depurazione sebbene non allacciati alla rete fognaria ogni giorno che passa diminuisce la somma che possono richiedere ad Acque

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EMPOLI. Il caso è piuttosto singolare. Ci sono 37mila cittadini, il 20% dei quali vivono nell’Empolese Valdelsa, che hanno diritto a un rimborso. Ma soltanto il 10% ne ha fatto richiesta. E ogni giorno che passa, l’ipotetica cifra da incassare, si abbassa, fino a quando, tra poco più di un anno si esaurirà completamente. Se da una parte c’è chi perde un’occasione, dall’altra tirano un sospiro di sollievo tutti gli altri utenti: perché i soldi spesi per i rimborsi saranno recuperati con l’aumento delle tariffe per gli altri utenti.

La questione. La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 335 del 2008 ha dichiarato illegittima la legge 36/1994 nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita riservata al servizio di depurazione è dovuta «dagli utenti anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi». Di conseguenza, la depurazione deve essere pagata solo da chi ne usufruisce.

Autorità di ambito. Acque Spa a quel punto ha provveduto, secondo le indicazioni dell’Ato 2, all’individuazione degli utenti in zona privi del servizio di depurazione e li ha esonerati, dal 16 ottobre 2008, dal pagamento della relativa quota di tariffa. Sono circa settemila gli utenti che vivono nel circondario ad aver diritto a riavere indietro i soldi pagati per la depurazione da cinque anni fa fino all’ottobre 2008.

La clessidra. Quindi ogni giorno che passa, l’eventuale rimborso diminuisce. Ipotizzando di presentare la domanda oggi, il cittadino potrebbe chiedere di riavere indietro i soldi pagati per la depurazione dal 24 luglio 2007 al 16 ottobre 2008.

I numeri. Al momento nell’Ato 2 (l’autorità di bacino che comprende oltre al circondario anche la provincia di Pisa e la Valdinievole), sono state presentate circa 3.600 domande (anche se alcune sono “multiple”, in quanto compilate da associazioni di consumatori). La prima tranche di 351mila euro è già stata utilizzata (e coperta con l’aumento della tariffa). Nel primo trimestre del 2012 sono state erogati da Acque altri 319 rimborsi (scalati sulla bolletta dell’acqua), per un importo totale di 43.500 euro, per una media dunque di circa 130 euro a utente: il che equivale a dire una bolletta annuale dimezzata, visto che ogni famiglia spende in media circa 250 euro ogni dodici mesi. Questa cifra sarà “recuperata” grazie a un leggero ritocco della bolletta, a partire dalla prossima revisione tariffaria.

L’ipotesi. La corsa al rimborso dunque, almeno per ora, non c’è stata. L’impressione è che la questione non sia stata particolarmente pubblicizzata da nessuno, perché alla fine tutti hanno da perderci, ad eccezione di coloro che hanno pagato per un servizio del quale non hanno mai usufruito. L’Ato 2 (che nel frattempo è confluito nell’Autorità idrica Toscana) ha spiegato le modalità per il rimborso, le associazioni ne hanno preso atto e si sono mosse, senza però alzare polveroni, con la consapevolezza che se da una parte portando avanti le richieste di rimborso avrebbero aiutato alcuni utenti, dall’altra più le domande aumentano e più lievitano le bollette di tutti gli altri: un aspetto questo che probabilmente ha frenato la corsa a richiedere indietro i soldi.

Chi può chiederlo. L’intera quota può essere richiesta ad Acque spa da chi non è servito da impianti di depurazione attivi, per i quali non sia in corso la progettazione, realizzazione o completamento degli stessi. Nel caso sia in corso un’attività di realizzazione di impianti di depurazione, al rimborso saranno dedotti gli oneri sostenuti dal gestore per realizzarli.

La tempistica. Considerando la retroattività di cinque anni, chi si è mosso subito dopo la deliberazione dell’assemblea consortile, datata giugno 2010, che fissava le modalità di rimborso, ha ricevuto una cifra più alta, anche superiore ai duecento euro. Il rimborso è sceso costantemente e attualmente si aggira sugli 80-90 euro. Chi aspetta ancora rischia di riavere soltanto una manciata di spiccioli rispetto alle centinaia di euro versate.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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