Il Tirreno

Empoli

La Consulta è un doppione nel centro del Padule

di Riccardo Cardellicchio
La Consulta è un doppione nel centro del Padule

Si dice: semplifichiamo. Semplificando, si risparmia. Ma alle parole non seguono i fatti e, spesso, si cade nel grottesco. Si prenda il Padule di Fucecchio, una delle aree interne più importanti d’Europa

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Si dice: semplifichiamo. Semplificando, si risparmia. Ma alle parole non seguono i fatti e, spesso, si cade nel grottesco. Si prenda il Padule di Fucecchio, una delle aree interne più importanti d’Europa. Di sicuro, la più importante d’Italia. Da anni, vi è stata ritagliata, non senza affanni, una riserva naturale. In gran parte, è in provincia di Pistoia (206 ettari). In piccola parte, in provincia di Firenze (25 ettari). Da quasi vent’anni è gestita dal Centro di ricerca, documentazione e promozione, che ha sede a Castelmartini di Larciano (Pistoia). Centro di cui fanno parte, tra gli altri, la Provincia di Firenze, i Comuni di Fucecchio e di Cerreto Guidi, nonché numerose associazioni venatorie, ambientaliste e dei proprietari terrieri

Bene, la Provincia di Firenze ha deciso di rilanciare la Consulta della Riserva, chiamando a coordinarla l’assessore alla pianificazione territoriale Marco Gamannossi, dopo aver messo nero su bianco gli obiettivi per l’area nel piano di sviluppo. Gamannossi ha spiegato così l’iniziativa: «Il Padule è una delle aree umide più importanti d’Europa ed è giusto occuparsene, senza però far calare gli indirizzi dall’alto, ma favorendo una discussione vera sul territorio. Per questo abbiamo rinnovato la Consulta del Padule. Ci siamo dotati di un luogo di consultazione in cui parteciperanno gli enti locali, le associazioni ambientaliste, agricole, venatorie e di promozione del territorio. Sono molto soddisfatto della pronta risposta di questi soggetti alla nostra chiamata. Adesso mettiamoci al lavoro per dare un futuro a questa importantissima area».

Belle parole. Bei propositi. Ma c’è un difetto. Non tengono conto dell’esistenza del Centro di documentazione. Il che fa della Consulta un semplice doppione. A riprova, la maggior parte dei chiamati nella Consulta, fanno parte da sempre, o quasi, del Centro di documentazione. Ecco l’elenco: Comune di Cerreto (in rappresentanza del Circondario), Comune di Fucecchio, Consorzio di Bonifica del Padule, Centro di ricerca e documentazione, Atc Firenze 5, Coldiretti, Cia, Federcaccia, Arci Caccia, Anuu, Libera Caccia, Associazione Il Padule, Associazione Gada, Enpa, Italia Nostra, Wwf, Legambiente. Da non trascurare che Gamannossi mobilita tutta questa gente per 25 ettari. Sì, 25. Ce n’erano – al tempo dell’assessore Nigi – molti altri a portata di mano. Ma si sono persi chissà dove. Non si sa bene, se per negligenza o inghippi burocratici. Comunque, risulta assurdo insistere con due organismi per una stessa area e per gli stessi obiettivi. Le province sono diverse? Ma che vuol dire? L’area è la stessa. Questo dovrebbe far cancellare tutti i confini geografici. A meno che, in certe scelte, non stiano avendo la meglio gli interessi di caste. Gamannossi dimostri che non è così. Rinunci alla Consulta. Si sieda a un tavolino col collega della Provincia di Pistoia. Prenda parte al Centro. Tutti insieme, infine, agiscano per trasformare il Padule in un parco.

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