Sicurezza
Elena Gigli e Lorenzo Carboncini a Londra per farci sognare ancora
Per la numero uno del Setterosa campione d’Europa è la prima Olimpiade da titolare per il canottiere di Limite sull’Arno è l’ultima chance per bissare il podio conquistato a Sidney 2000
EMPOLI. Un copione che si ripete a distanza di quattro anni. Li ritroviamo insieme a Londra come erano insieme a Pechino nel 2008. Quell’Olimpiade non li fece sorridere per niente, ecco perché a Londra 2012 Elena Gigli nella pallanuoto e Lorenzo Carboncini nel canottaggio cercano il riscatto. Per la Gigli, portiere campione europeo in carica con il Setterosa, si tratta della prima Olimpiade da titolare visto che nel 2004, ad Atene, se ne stava a guardare, e imparare, dalla collega Cristiana Conti. Per Carboncini, invece, essere a Londra è l’ultima possibilità di bissare la medaglia di Sydney 2000. Anche se cambia la specialità, dal quattro senza che fu argento al due senza con Niccolò Mornati, Carboncini si è allenato duro come chi sa di avere l’ultima chance, a trentacinque anni, da giocarsi. Viene dalle tappe di Coppa del Mondo, come la Gigli viene da un Europeo vincente e da un torneo di qualificazione preolimpico che ha detto che l’Italia della calottina sarà certa protagonista anche a Londra.
Con i due atleti adesso non si parla, visto che c’è il silenzio olimpico a tappargli la bocca. In compenso, però, gli animi del tifo, degli amici così come delle famiglie di Lorenzo ed Elena, si scaldano e sono pronti a seguire i loro beniamini (in scena a partire da venerdì). Il destino ha voluto che Elena e Lorenzo non siano solo gli unici olimpionici dell’Empolese Valdelsa, ma che abitino anche a pochi chilometri di distanza. Elena a Montelupo Fiorentino e Lorenzo a Limite sull’Arno. La Gigli con i genitori e i fratelli, Lorenzo con la moglie Erika e i piccoli Matilde e Mattia, che seguiranno in comitiva il papà a Londra.
Trepidazione Canottieri. A Limite rimarranno tutti i ragazzi della Canottieri Limite, dove Lorenzo è cresciuto e con cui continua ancora ad allenarsi per molti mesi all’anno. Per fare gli auguri al campione, che è anche il loro mito, alcuni degli ottanta ragazzi del canottaggio limitese si sono riuniti alla sede della Mollaia per un brindisi. Lo storico allenatore di Carboncini, Renzo Borsini, fa gli scongiuri e si capisce dalla sua voce che in quella barca con Lorenzo e Niccolò ci sarà in pratica anche lui. «Già essere a Londra è per Lorenzo e per noi un grande risultato - spiega emozionato - siamo consapevoli della forza degli avversari dell’Italia, anche se l’imbarcazione di Lorenzo e Niccolò è rodata e splendida tecnicamente. I ragazzi si sono allenati duramente, sia con la Coppa del Mondo che in altura, conterà molto anche l’aspetto mentale ma in questo Carboncini e Mornati sono esperti». In casa Canottieri si contano le ore. «Sicuramente - spiega Borsini - l’attesa si fa sentire. Organizzeremo certamente qualcosa alla sede della Canottieri per seguire Lorenzo e Niccolò, sperando che possano centrare la finale. Vedremo di trovarci tutti, tra atleti e dirigenti, per fare il tifo». Non ci sarà invece la famiglia di Lorenzo. «La moglie Erika e i due figli andranno a Londra col papà - conclude Borsini - vogliono stargli vicino in questo appuntamento così delicato e importante per lui nella speranza che possa passare in finale. Sarebbe stupendo e il coronamento ad una carriera strepitosa».
In casa Gigli. E la stessa emozione, intensa e contagiosa, si respira anche a casa Gigli a Montelupo. Una casa dove i trofei e le medaglie di Elena fanno ormai parte dell’arredamento. E dove papà Andrea, mamma Roberta e i fratelli Antonio ed Elisa sono pronti per il grande appuntamento. «Le Olimpiadi - spiega mamma Roberta - è un’emozione sempre speciale, durante una competizione come questa si ripensa a tutti i sacrifici fatti durante questi anni per arrivare a certi livelli. Quelli che credono che andare alle Olimpiadi sia un gioco si sbagliano, ci sono dietro anni di duro allenamento». Casa Gigli è pronta ad accogliere amici e parenti per seguire l’avventura del Setterosa. «Non andremo a Londra - racconta ancora mamma Roberta - perché saremmo troppo tesi nel vedere giocare nostra figlia. Ma con il cuore e con la testa è come se fossimo lì con lei. Dunque - prosegue - seguiremo le partite da casa, insieme ad amici e parenti come succede da sempre e faremo un tifo grandissimo. Per noi, ritrovarsi tutti insieme per seguire Elena, diventa sempre un momento molto particolare e intenso. Con lei ci sentiremo per telefono, anche se nei limiti del possibile, perché durante queste competizioni le atlete sono semplicemente blindate». Emozionato anche papà Andrea. «Guardare le partite di pallanuoto è sempre emozionante - spiega - ci sono continui capovolgimenti di fronte. Figuriamoci quando tua figlia è il portiere, un ruolo tra l’altro molto delicato in questo sport».
Portaforuna. Allora si fa ricorso a tutto, anche ai portafortuna e Roberta ne ha uno speciale che ha regalato alla figlia. Un portachiavi, appeso a questo un libro con su scritto: “Il mondo è tuo”. All’interno frasi e citazioni per incoraggiare Elena. «Ho dato il portachiavi a Elena appena prima che partisse - confida la mamma - voglio che lo tenga sempre con se e sono convinta che le porterà fortuna per questo nuovo impegno». La speranza è di vederla tornare con l’oro al collo, come dagli ultimi Europei. Anche se riavere Elena un po’ in giro per casa insieme ai fratelli, per mamma e papà sarà già una vittoria. «Dopo le Olimpiadi dovrebbe tornare un po’ a casa - spiega papà Andrea - e non vediamo l’ora. Così potrà staccare un po’ e dedicarsi alle sue passioni, tra cui quella per gli animali. A Elena piacciono molto e penso che per lei tornare qua in campagna, nel suo ambiente, sia sempre una cosa speciale».
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