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Una rete di piccoli invasi per combattere la siccità

Una rete di piccoli invasi per combattere la siccità

Studio della Provincia per aumentare le risorse idriche del lago di Bilancino Individuate anche le localizzazioni. Londi: «Ma il progetto è stato dimenticato»

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MONTELUPO. La siccità si può combattere partendo dal fatto che l’invaso di Bilancino non basta per l’approvvigionamento di tutto il territorio. E che per questo la Provincia ha realizzato uno studio su una rete di piccoli invasi che potrebbero contribuire ad alleviare le carenze d’acqua. I luoghi per gli invasi sono stati già individuati nel 2007, quando (anche in quel caso) l’annata si rilevò come eccessivamente secca. Questo lavoro già portato a termine e poi abbandonato, ora lo ripropone Paolo Londi, capogruppo del Pd in Comune, all’epoca consigliere provinciale.

«Nel 2007 la seconda e la terza commissione su mia proposta elaborarono una mozione approvata poi dal consiglio provinciale nel settembre 2007 - racconta Londi - la mozione approvata chiedeva uno studio di fattibilità per tutto il territorio della Provincia per la localizzazione di siti idonei ad ospitare invasi di dimensioni medio/grandi per consentire di immagazzinare e contenere l'acqua durante l'anno (specialmente nel periodo autunnale/invernale) per poi rilasciarla nei periodi di effettiva necessità e per il sostenimento del deflusso minimo vitale».

«Già allora ci rendevamo conto che il solo il lago di Bilancino era insufficiente - va avanti Londi - lo studio fu fatto dando luogo ad una pubblicazione a cura della direzione generale sviluppo e territorio della Provincia di Firenze. Gli estensori furono Leonardo Ermini, Paolo Prunecchi, Luigi Brandi, Stefano Amato, Francesco Pugi e Lorenzo Bechi».

Lo studio fu' presentato nel 2009 con l’individuazione di 15 luoghi idonei per la creazione di invasi. Tra questi il Radicchie nel comune di Tavarnelle Val di Pesa, il Ripalta nel comune di Barberino-Certaldo, Casacce sempre nel comune di Barberino Val d'Elsa, Dudda nel comune di Greve in Chianti , Casanova nel comune di Montespertoli e Montelupo. Queste, continua Londi, «sono state le proposte dal 2007 ad oggi, luglio 2012. Non credo che si siano fatti passi in avanti e il tutto è rimasto negli archivi dei rispettivi enti. Capisco che costruire invasi è molto problematico dal punto di vista geologico e della sicurezza e oltretutto sono molto costosi. Ma siccome le previsioni climatiche per il futuro non sono favorevoli come dimostrano studi fatti in ogni parte del mondo, quanto costerà anche in termini economici la siccità? Sicuramente molto di più di quello che si sarebbe speso per prevenire la crisi idrica».

E il consigliere comunale conclude: «Gli invasi non sono l'unico rimedio, altre azioni vanno messe in opera, come la prevenzione alla dispersione enorme degli acquedotti, ma in ogni caso, gli invasi, sono una risposta ineludibile e pertanto tali opere devono essere attuate, è inutile piangersi addosso».

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