Proteste
«La Costituzione non si tocca»
Il Comitato Empolese Valdelsa contro la riforma del Parlamento
EMPOLI. «Non si può tollerare che un Parlamento di “nominati” e dalla rappresentatività ridotta al minimo, modifichi la carta fondamentale impedendo ai cittadini di far sentire la propria voce, come accadrebbe se passasse con la maggioranza dei due terzi». Così il Comitato in difesa della Costituzione dell’Empolese Valdelsa rispetto alla riforma del Parlamento in discussione.
«Il testo, nella sua ultima formulazione, insieme ad alcune modifiche di limitato impatto nella vita politica, ma capaci di riscuotere facili consensi nell’opinione pubblica (una modesta riduzione del numero dei parlamentari , 762 invece degli attuali 945, e un parziale superamento del bicameralismo perfetto) propone un radicale cambiamento della forma di governo, che non sarebbe più quella parlamentare - si spiega - rafforza infatti la posizione del presidente del Consiglio che potrebbe in tal modo imporre le proprie proposte di legge alle Camere e, se sfiduciato, potrebbe chiederne lo scioglimento».
«È evidente - va avanti il comitato - che tali modifiche intervengono così pesantemente nella forma di governo delineato dalla Carta Costituzionale, con tutti i pesi e contrappesi previsti, che contrastano con l’articolo 139 della stessa Costituzione che recita: “ La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale“. Il Comitato per la difesa della Costituzione Empolese Valdelsa lancia un grido di allarme «contro i rischi di derive autoritarie inevitabilmente legati a simili forme di concentrazione del potere e invita tutti i cittadini a restare vigili, sollecitandoli a partecipare alle prossime iniziative».
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