Il Tirreno

Empoli

È caccia all’assassino ora il cerchio si stringe

di Francesco Turchi
È caccia all’assassino ora il cerchio si stringe

Controlli a tappeto alla ricerca dell’uomo che ha ucciso il rivale per una donna Nel mirino dei carabinieri strade, porti e aeroporti. Il ferito è ancora grave

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FUCECCHIO. L’assassino è stato identificato. La caccia prosegue senza sosta e l’impressione è che i carabinieri stiano chiudendo il cerchio: stanno setacciando strade, porti e aeroporti alla ricerca dell’uomo che ha ucciso a colpi di pistola Kaudio Rucaj, 31 anni, di Montecatini Terme, nella serata di domenica a Ponte a Cappiano, in un piazzale situato a pochi metri dalla Provinciale Francesca, praticamente in mezzo alle case. Una scena da far west che ha provocato la reazione del sindaco di Fucecchio, Claudio Toni, tornato a chiedere a gran voce una maggiore presenza di forze dell’ordine sul territorio.

Le indagini. La scena del delitto è stata ricostruita istante dopo istante, anche grazie alle telecamere; i testimoni sono stati sentiti più volte e il movente è abbastanza chiaro. Mancano solo le manette per poter finalmente mettere la parola fine a una vicenda che ha sconvolto Fucecchio.

L’omicidio. I carabinieri, coordinati dal pm fiorentino Fedele La Terza, sono riusciti in poche ore a districare la matassa. Secondo quanto è trapelato, due clan di albanesi, forse anche legati alla prostituzione, si erano dati appuntamento in viale Colombo a Ponte a Cappiano, poco dopo le 21, per un chiarimento, legato in particolare a una donna, che era contesa dai due boss. Ma le parole sono state sostituite dalle armi. Il più veloce a estrarla ha esploso 5-6 colpi. Due pallottole hanno ucciso sul colpo Rucaj, altre tre hanno ridotto in gravissime condizioni il suo amico Ilir Qokaj, 28 anni, anche lui albanese; entrambi caricati su un pick-up dal fratello di quest’ultimo e trasportati al punto di primo soccorso del San Pietro Igneo di Fucecchio. Qokaj, sottoposto a un delicato intervento chirurgico, è ancora ricoverato al San Giuseppe di Empoli in prognosi resta riservata.

Il fuggitivo. L’assassinio invece si è dato alla fuga. Quando è salito sulla sua Mercedes di colore scuro, che aveva parcheggiato sul lato opposto della strada, perdeva sangue, come dimostrano le tracce lasciate sull’asfalto. Probabilmente si era ferito, in maniera non grave, nel tentativo di fuggire o in una colluttazione precedente agli spari. I carabinieri hanno raccolto le testimonianze dei residenti della zona e, soprattutto, la versione degli altri albanesi che hanno assistito alla scena. E che, nonostante la tesi iniziale decisamente poco attendibile, secondo la quale a Rucaj a Qokaj avevano sparato da un’auto in corsa, hanno poi permesso agli inquirenti di identificare l’assassino e il motivo del litigio sfociato nel sangue: una questione sentimentale, una donna contesa tra l’assassino e il morto (anche lui probabilmente armato, la pistola ritrovata nel campo potrebbe essere sua), con Qokaj che si è beccato tre pallottole solo perché ha tentato di aiutare l’amico.

Le ricerche. Il lavoro è proseguito senza sosta per tutta la notte, proprio nel tentativo di non dare troppe ore di vantaggio all’assassino. Già nelle prime ore di lunedì è scattata la caccia. Le ricerche si sono concentrate soprattutto in Valdinievole, dove vivono tutti i soggetti coinvolti, ma non solo. Nessuna ipotesi è esclusa: l’uomo potrebbe essersi nascosto in zona, magari appoggiandosi ad amici, ma non è escluso che possa avere tentato di lasciare l’Italia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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