Il Tirreno

Empoli

«Abbiamo sentito gli spari e siamo corsi in strada»

«Abbiamo sentito gli spari e siamo corsi in strada»

Sotto choc i residenti: «Hanno sparato 5 o 6 colpi accanto alle nostre abitazioni Poi un’auto è fuggita, una di quelle pallottole avrebbe potuto colpire anche noi»

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FUCECCHIO. C’è chi stava guardando la televisione, chi era a tavola. E chi si apprestava ad uscire per godersi un po’ di refrigerio serale. Uno sparo, poi il secondo. E un altro ancora. Almeno cinque in tutto, forse sei. Abbastanza per capire che stava accadendo qualcosa di tremendo: «Mi sono precipitato fuori – racconta Bruno Burgassi – ho visto solo un gran movimento e una macchina che se ne andava a tutta velocità».

La sua villetta, dove vive insieme alla moglie, si affaccia proprio su viale Colombo. Al di là della strada c’è la piazzetta dove è rimasto a terra privo di vita, Kaudio Rucaj: «Abbiamo subito chiamato il 112» aggiunge Renata. La loro casa è in una zona trafficata ma tranquilla, soprattutto la domenica sera, con le aziende chiuse. A pochi metri di distanza c’è la provinciale Francesca e l’unico rumore che fa da colonna sonora alle serate da queste parti è quello delle auto.

Ecco perché sono bastati pochi secondi per capire che qualcosa di impensabile era accaduto proprio sotto la loro abitazione: «Eravamo in casa – raccontano ancora i coniugi –. Erano da poco passate le 21, quando abbiamo sentito gli spari: cinque o sei in tutto. Sono venuto qui – dice Bruno indicando il suo cancello – e ho visto una Mercedes partire a tutta velocità verso Fucecchio. Poi ho visto le macchie di sangue sull’asfalto». A pochi metri di distanza, sull’altro lato, sono partite altre auto. E un pick-up, sul quale uno degli albanesi ha caricato il fratello ferito e Rucaj, freddato da due colpi di pistola: «Ho visto un gran movimento. Ma ripeto: siamo tornati in casa ed abbiamo telefonato ai carabinieri. Paura? Sicuramente fa uno strano effetto vedere scene del genere sotto la propria abitazione. Anche perché – aggiunge la donna – poteva succedere di tutto. Mio marito a quell’ora spesso esce: avrebbe corso il rischio di beccarsi una pallottola».

Quella della famiglia Burgassi non è l’unica abitazione le cui finestre si affacciano sul luogo del delitto. A distanza di pochi metri c’è quella della famiglia Ceccarini: «A quell’ora eravamo in casa. Io ho sentito distintamente tre colpi, ma molti vicini ne hanno sentiti di più. All’inizio mi sembravano petardi, ma poi ho capito che si trattava di un’arma da fuoco. Mi sono affacciato e ho visto un gran via-vai. Subito dopo è arrivata molta gente per strada».

Non era invece in casa il proprietario del terreno dove nella notte è stata ritrovata la pistola della vittima: un piccolo orto, sul lato destro della strada per chi proviene dalla rotatoria della Nuova Francesca, subito dopo il cartello “Fucecchio”.

Probabilmente – secondo quanto è stato ricostruito dai carabinieri – qualcuno tra coloro che hanno assistito all’omicidio, ha pensato di raccoglierla accanto al cadavere di Rucaj e di gettarla via. Ma grazie alle indicazioni dei passanti e agli accurati accertamenti degli uomini della scientifica, intorno alle 2 di notte l’arma da fuoco, è stata ritrovata nel campo: secondo i primi rilievi, quella pistola non ha esploso alcun colpo. Probabilmente la vittima l’ha impugnata ma non ha fatto in tempo a premere il grilletto. «Non ero in casa ieri sera. Mi hanno detto – racconta il proprietario del terreno – che è stata ritrovata un’arma da fuoco proprio lì, ma non so nient’altro».

Chiedono se ci sono novità, vogliono sapere chi è che ha imbrattato con il sangue una realtà così tranquilla, se è gente che viene da fuori. Curiosità mista anche alla speranza che chi ha sparato quei colpi finisca quanto prima in cella: «Speriamo lo prendano – ripetono – non è piacevole sapere che un assassino è in libertà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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