Il Tirreno

Empoli

Fogne a cielo aperto accanto alle case scoppia la protesta

di Clara Larocca

Residenti di Tinaia in balìa di cattivo odore, degrado e insetti Situazione ancora più complicata per il rio Romito

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EMPOLI. Cattivo odore, degrado e insetti padroni del fosso di via della Tinaia. Il canale, nato per contenere le acque da allagamento stradale, raccoglie in realtà gli scarichi fognari della frazione compresa tra Cortenuova e Serravalle e scorre tombato per un breve tratto, per poi proseguire completamente a cielo aperto, snodandosi lungo la strada che corre a ridosso del parco di Serravalle e convogliandosi infine nel sistema fognario e di depurazione. Gli abitanti della zona da anni lamentano le maleodoranze che, soprattutto durante la stagione estiva, esalano dal fosso, ricolmo anche di oggetti di plastica ormai consumati dal tempo e calcificati.

Una mistura che diventa una vera e propria attrazione per talpe e zanzare. Tuttavia la soluzione sembra vicina: l’intervento di Acque Spa è ormai imminente. Entro la fine dell’estate saranno avviati i lavori per eliminare il tratto scoperto della fognatura, mentre per l’intercettazione e il collettamento dello scarico fognario i tempi di avvio dei lavori sono previsti per la fine dell’anno.

Mentre la Tinaia può tirare un sospiro di sollievo, resta ancora insoluta la questione di Rio Romito, un fiumiciattolo pieno di liquami che dalla zona commerciale di Pontorme scorre fino al parco di Serravalle, attraversando le campagne di Pontorme, Cortenuova e San Martino. Nel canale, tombato nel suo tratto intermedio, confluiscono scarichi e reflui di origine industriale e civile (all’altezza di via della Chiesa a Cortenuova vi si versano le fognature al servizio dell’area e una parte di quelle drenanti il quartiere di Pontorme).

Già nel dicembre 2010 il Comune aveva emanato una delibera con cui affidava l’appalto ad Acque, ma in seguito sono sorti alcuni problemi: è stata soprattutto l’incertezza legata alla definizione dei nuovi criteri tariffari ad opera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas ad allungare i tempi dell’intervento. Il progetto di Acque (600mila euro), mira a intercettare la portata dei reflui fognari nel punto in cui termina la parte coperta (presso la Ss 67) e a collegare il rio all’impianto di sollevamento fognario già presente nel parco di Serravalle, da dove verrà indirizzato verso il depuratore di Pagnana. Le acque del fosso si incanalano nell’impianto di sollevamento di Acque Spa, ma quando piove molto i liquami non riescono a confluire nella griglia e deviano il loro corso verso il parco, contaminandolo completamente.

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