Il dolore
Pericolo incendi per i treni foreste a ridosso dei binari
Manca la manutenzione delle Ferrovie nel tratto tra Montelupo fino a Empoli Basta una scintilla dalla locomotiva e parte il fuoco, disagi e danni a ripetizione
EMPOLI. Gli episodi più recenti sono avvenuti nelle ultime settimane. Il 26 giugno una serie di incendi divampa lungo l’arteria ferroviaria tra Empoli e San Romano. Linea interrotta per più di due ore, 16 treni soppressi e traffico in tilt per permettere ai vigili del fuoco di spegnere i focolai. Quattro giorni dopo un nuovo allarme, questa volta tra Signa e Montelupo per altre sterpaglie che prendono fuoco mettendo in pericolo non solo i passeggeri dei treni, ma anche le persone che abitano lungo il tratto ferroviario interessato. Così ogni estate.
È un copione che si rimette in moto ormai ogni estate, quando le temperature salgono, le piante seccano e diventano facilmente infiammabili. E lungo la linea ferroviaria che attraversa la zona di Empoli, partendo da Montelupo fino ad arrivare in provincia di Pisa, di piante ce ne sono eccome. In molti tratti, quelli in verità più lontani dalle stazioni, si può parlare di veri e propri boschetti, rigogliosi e folti, difficili da superare, a ridosso dei binari.
La manutenzione, che spetta alle Ferrovie, in queste zone non c'è. Va sicuramente meglio in prossimità delle stazioni, dove la pulizia della massicciata viene fatta con regolarità, ma quando lasciamo i centri abitati lo scenario cambia. Lungo la massicciata si possono trovare canneti altissimi, sterpaglie secche, arbusti mai tagliati che si sono spinti sempre di più verso la linea ferroviaria. Così basta una scintilla del treno o dell’alta tensione per scatenare un pandemonio. Come spesso è accaduto d’altronde, ma basterebbe anche molto meno. Una sigaretta accesa magari lanciata da un finestrino, o il gesto di un piromane. Con un verde così folto, e spesso secco, l’innesco di un incendio non è poi così improbabile. Abbiamo percorso il tratto di ferrovia che da Montelupo arriva a Empoli per poi continuare verso San Miniato. Se all’ingresso delle stazioni la crescita delle piante lungo i binari è controllata, non si può dire lo stesso nelle zone di passaggio dei convogli. Già a Samminiatello, poco prima di arrivare a Montelupo, lungo i due binari della ferrovia abbiamo trovato piante e arbusti, molti di questi secchi, a nemmeno due metri dalle rotaie. In particolar modo sono i canneti a farla da padrone, non solo a Montelupo. Questo tipo di arbusti, alti anche qualche metro, in pratica trova terreno fertile lungo tutta la tratta ferroviaria. Prima di arrivare a Empoli, in zona Ponzano per esempio, abbiamo trovato lungo i binari una vera e propria distesa molto folta ed impenetrabile. Provare ad attraversarla, anche a piedi, è una cosa impossibile. Immaginatevi un vigile del fuoco che si trovi a fronteggiarla. Dopo la stazione di Empoli (che non presenta la stessa criticità), le piante riprendono a crescere rigogliose. Se si prende per Siena, dunque la tratta che si dirige a Ponte a Elsa, lungo il solo binario che c’è per raggiungere la stazione ci sono rovi a nemmeno un metro dalle rotaie. Se da Empoli invece si continua verso Pisa, la situazione più critica si registra al Terrafino e a Isola di San Miniato. Proprio dove alcuni giorni fa si è verificato il grosso incendio che ha paralizzato il traffico ferroviario per un intero pomeriggio e ha mandato all’ospedale un vigile del fuoco colpito da malore. In quel caso i focolai furono diversi lungo tutta la linea. Gran parte dell’erba è secca, come del resto lo sono gli arbusti. Un combustibile naturale vero e proprio.
Filippo Cioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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