Il Tirreno

Empoli

Il boom del porta a porta tiene in vita la discarica

di Veronica Potenza

Sei comuni del circondario in vetta alla classifica dei “ricicloni” del centro Italia Così l’impianto di Montespertoli potrà restare aperto almeno fino al 2015

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EMPOLI. Sono ben sei i comuni dell'Empolese Valdelsa che sono stati premiati a Roma da Legambiente per i risultati ottenuti nella gestione dei rifiuti grazie al sistema "porta a porta". Per quanto riguarda la categoria comuni "più ricicloni" del centro Italia con più di 10mila abitanti addirittura cinque su sei delle prime posizioni sono occupate da comuni del circondario.

La classifica. Il primo posto sul podio è andato a Montelupo, seguito nell'ordine da Cerreto Guidi, Montespertoli, Fucecchio e infine, al sesto posto, Vinci. La medaglia di bronzo tra quelli con meno di 10mila abitanti è andata invece a Capraia e Limite. Risultati notevolissimi che potrebbero addirittura migliorare l'anno prossimo dato che ci si aspetta l'ingresso anche degli ultimi comuni convertitosi al sistema, ad esempio Empoli. I premi conferiti a questi comuni hanno portato la Toscana a fare il suo primo ingresso nell'olimpo delle regioni virtuose italiane, finora monopolizzato dalle regioni settentrionali.

I benefici. Il sistema messo in campo da Publiambiente passa insomma a pieni voti l'esame di Legambiente e lo stesso vale per i cittadini del circondario che si sono dimostrati capaci di gestire l'addio ai cassonetti con serietà e impegno. Gli effetti virtuosi innescati dal porta a porta sono moltissimi, si pensi ai circa 450 posti auto creatosi nella sola Empoli eliminando i cassonetti o alle circa cento assunzioni effettuate negli ultimi tre anni da Publiambiente e alle altre cento innescate nelle ditte che vi collaborano.

La discarica sopravvive. Ma tra i molti risultati spicca uno che era particolarmente difficile da immaginare fino a poco tempo fa: il prolungamento della vita della discarica di Montespertoli di ben tre anni. Se nel 2009 a finire in discarica era il 74% dei rifiuti raccolti, adesso la percentuale si è infatti praticamente ribaltata e i volumi utilizzati si sono quindi incredibilmente ridotti rispetto al passato. La discarica che si stimava si sarebbe esaurita entro il 2012 sarà dunque sufficiente a coprire il fabbisogno del circondario almeno fino al 2015. Un "almeno" d'obbligo perché se la percentuale dei rifiuti che non possono essere riciclati (ad oggi intorno al 30%) dovesse ridursi ulteriormente, quella data potrebbe slittare ancora, salvando l'ambiente e forse anche le tasche dei contribuenti.

Il risparmio. «Continuare a utilizzare questa discarica – ha spiegato il presidente di Publiambiente Paolo Regini in occasione di un incontro organizzato ieri ad Empoli dagli Ecologisti democratici – è infatti conveniente anche dal punto di vista economico. Il costo di smaltimento a Montespertoli, 134 euro a tonnellata, è molto più basso di quello imposto ad esempio da Peccioli (circa 160 euro a tonnellata)». Quell'aumento già pesante del costo della Tia (più 10% per i primi tre anni) abbattutosi sulle teste degli abitanti dei comuni coinvolti, sarebbe quindi potuto essere ancora più consistente se Publiambiente si fosse dovuta rivolgere a discariche dalle tariffe più esose e non è escluso che questo avvenga in futuro, quando si chiuderanno i battenti di quest'impianto.

La caccia. Una parentesi d'obbligo va infine dedicata ai furbetti che per ridurre le bollette abbandonano selvaggiamente i rifiuti. Circa 350 quelli beccati e sanzionati ad oggi ma è improbabile che l'importo di quelle multe arrivi a coprire il costo di quelle due squadre appositamente dedicate che Publiambiente manda in giro ogni giorno per smantellare queste piccole discariche a cielo aperto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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